Il tabù di Bergamo rimane, ora si va a Udine. Terzo posto lontano?

Alla fine il tabù è rimasto tale. Per il quinto anno di fila l’Inter non riesce a portare a casa i tre punti dall’ostico “Atleti Azzurri d’Italia” e, come se non bastasse, porta a casa il terzo pareggio stagionale. Tre pareggi arrivati tutti in trasferta e tutti in rimonta, quando sembrava che potessero materializzarsi i tre punti. Non può essere certamente un caso: a quest’Inter continua a mancare il killer instinct, la capacità di portare a casa punti pesanti con la rabbia e il carattere più che con le giocate in campo. Anche contro l’Atalanta il limite è stato questo. E ora per il terzo posto si fa veramente dura.

A Bergamo la nota lieta si chiama Walter Samuel. Il centrale nerazzurro, tornato dopo un lungo infortunio, ha disputato una prova autorevole, macchiata solo dalla sbavatura sul gol di Denis (responsabilitù che vanno comunque divise equamente con i meriti dell’attaccante). Il suo peso specifico in campo lo fa sempre sentire, nonostante l’orologio biologico corra inclemente e l’infortunio del genere in parte lo condizioni. La prova resta comunque positiva così come quella di Rolando, apparso in grande crescita.

Ma di fronte c’era German Denis, che si conferma bomber implacabile quando si tratta di far male all’Inter (7 gol segnati, è la sua vittima preferita). Nonostante tutto, con il rientro di Alvarez la crescita si è vista, almeno sotto il profilo del gioco. Continua a mancare qualcosa in termini di malizia e di concretezza, ma queste sono caratteristiche che si possono affinare solo con il tempo. L’Inter porta a casa un punto da un campo dov’erano caduti ex illustri (su tutti Mourinho) e pensa già alla trasferta di Udine. Dove non si potrà sbagliare.

Fonte: tuttomercatoweb.com