Summit calciomercato Inter, i retroscena: Branca si gioca tutto a gennaio

ESCLUSIVA – Erick Thohir non ha ancora preso una decisione definitiva sulla conferma o meno di Marco Branca come d.t. Il dirigente sarà valutato con il calciomercato di gennaio.

Caffè, sorrisi, strette di mano. Il teatro è la sede dell’Inter, i protagonisti sono quelli forse più attesi da quando l’aria indonesiana spira temprante su Milano: Erick Thohir e Marco Branca, attesi al faccia a faccia come neanche fossero indiani e cow boy. Il saloon di Corso Vittorio Emanuele in realtà si presenta molto più rilassante. Tutto come previsto e come vi avevamo raccontato: il direttore dell’area tecnica e il tycoon di Jakarta avevano programmato un incontro a quattr’occhi, per questa settimana.

Il presidente – strano a dirsi, anche Branca deve ancora farci l’abitudine – arriva di buon umore, anche incuriosito dal conoscere finalmente di persona dopo le prime chiacchierate il dirigente più criticato dell’etere nerazzurro. Lo accompagna Steve Horowitz, suo uomo di fiducia e braccio destro. Non manca il fedele scudiero anche a Branca: Piero Ausilio ha già avuto occasione di conoscere Thohir alla Pinetina, ma sicuramente una tavola rotonda è stata l’opportunità ideale per strette di mano e reciproca comprensione sulle idee di lavoro.

Davanti a un buon caffè, Branca non ha nascosto il proprio disappunto per non esser stato mai citato né difeso pubblicamente come Walter Mazzarri. Lo avrebbe gradito dopo mesi di voci e di massacro mediatico, con la sua testa data già per penzolante dopo la ghigliottina indonesiana.

In più, ha fatto capire a Thohir che gradirebbe – da un uomo intelligente come lui – che si possa andare oltre le voci. Perché Massimo Moratti a Erick ha sempre parlato bene di Branca. E allora, il dirigente nerazzurro – ben più pericolante rispetto a Piero Ausilio, profilo molto gradito alla cordata asiatica – ha chiesto quantomeno un po’ di tempo e fiducia per poter dimostrare quello che vale. Almeno fino a giugno o luglio, mesi entro i quali Thohir ha in mente di avviare la rivoluzione in modo più deciso e inevitabile.

Branca dalla sua ha giocato le carte di una nuova ottica che sarebbe pronto a sposare. E’ l’uomo che ha ridotto il monte ingaggi diventato mostruoso dopo il Triplete, è anche lo stesso che quando ha avuto molti soldi in mano da spendere li ha investiti con intelligenza come nell’estate del 2009. Ci ha tenuto a ribadirlo, Thohir non ne ha dubitato.

Ma ha preso tempo. Ha fatto capire a Branca che deciderà tutto con i suoi uomini di fiducia, vorrà prima decidere le linee guida sul mercato che comunque – a gennaio – resterà merce di Branca e Ausilio a meno di clamorosi passi indietro o rotture per differenze di idee e di progetto. La vera risposta, in sostanza, arriverà alla prossima visita milanese di Thohir con il nuovo vertice, a dicembre, ben più concreto anche sotto l’aspetto dei nomi e delle idee di rinforzi che ieri non sono venute fuori.

Thohir prende tempo, vuole parlare ancora e intanto lascia in mano a Branca la situazione. Senza nascondere i contatti con altri dirigenti, per lo più informativi, da parte dei suoi emissari: dal preferito Walter Sabatini alla tentazione Leonardo, fino ad Andrea Berta dell’Atlético. Idee, sondaggi, ancora niente trattative decise. Per questo, il mercato di gennaio potrebbe essere un banco di prova per Branca.

Che resta pericolante, in bilico, ma convinto che Thohir possa dargli una chance perché volenteroso di non voler cambiare tutto immediatamente, per di più se c’è di mezzo un uomo di fiducia di Moratti. Per giugno se ne discuterà, ma ancora prima si capirà tutto dagli incontri che avranno il tycoon indonesiano e lo stesso Branca. Si viaggia sugli stessi binari? Bisognerà capirlo insieme. Dimostrandolo a parole prima e poi – eventualmente – sul campo, con il lavoro.

Branca, da parte sua, ha tenuto a sottolineare che non ha avuto alcun contatto con il Monaco né con il Paris Saint-Germain. Continua a fare il suo mestiere per l’Inter e non ha in programma di imparare il francese, questione di rispetto. Aspettando di rivedere Erick  Thohir, decidere insieme e valutare tutto con serenità. Davanti a un altro buon caffè. Che chissà, da giugno, potrebbe essere ricordato come ben più amaro.

Fonte: goal.com