Il segreto dell’Inter risiede nel mercato estivo

Peggio dell’anno scorso, quando sono arrivati i vari Zarate, Forlan, Castaignos, Jonathan, Palombo ed Alvarez era obiettivamente difficile, se non impossibile, fare. L’austerity morattiana ha imposto ormai da un po’ la politica del risparmio e del ‘arriva uno se parte un altro’ e ha costretto il club al taglio degli stipendi e alla cessione, tra gli altri, di Julio Cesar, Maicon e Lucio, mica tre qualunque, tre quarti della difesa del Triplete.

Tre top player, sul viale del tramonto, ma sempre giocatori che hanno scritto pagine importanti della storia interista. Via loro, oltre ad alcuni giocatori sopravvalutati (Zarate e Forlan) o inutili (Castaignos e Palombo), Branca e Ausilio hanno virato verso elementi dal costo (e dall’ingaggio) contenuto, funzionali al progetto di Stramaccioni e con una certa fame, quella che forse è mancata ad alcuni senatori negli ultimi tempi.

Nessun campione con la ‘C’ maiuscola, ma tanti tasselli inseriti nel posto giusto. Così, chi ha nutrito dei dubbi sul mercato estivo nerazzurro, alla luce di questo primo scorcio di stagione deve ricredersi e applaudire le scelte di mercato. Handanovic non sta facendo rimpiangere l’ultimo Julio Cesar e sta confermando quanto di buono fatto vedere a Udine, confermando di essere un portiere di grande affidamento. Da oggetto misterioso a titolare inamovibile, la storia di Juan Jesus ha tutti i contorni della favola più classica. Pur essendo arrivato a gennaio, in pratica nei suoi primi 6 mesi nerazzurri è stato solo a guardare, giocando una manciata di minuti contro la Lazio. L’infortunio di Chivu e un Silvestre non all’altezza gli hanno spalancato le porte dell’11 titolare e ora è davvero impensabile rinunciarvi.

A centrocampo ha conquistato i galloni da titolare Gargano, che al fianco di Cambiasso forma una diga insuperabile. L’uruguyano, arrivato in sordina dal Napoli, ha scalzato nelle gerarchie il ben più rinomato Guarin. Ancora più in sordina e al costo di un bilocale nel centro di Milano (750 mila euro), dal Bologna ha fatto il grande salto Mudingayi. Il belga-congolese ha prima pagato dazio a un infortunio muscolare, ma nelle ultime gare si è ritagliato un posto al sole nel centrocampo nerazzurro.
Per Cassano sono i numeri e la voglia con cui si allena a parlare da soli: Fantantonio si trova a meraviglia con Stramaccioni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E che dire di Palacio? Il primo acquisto estivo, fermo oltre un mese per un guaio muscolare, appena rientrato ha subito conquistato le prime pagine: gol al Catania, gol al Partizan e uomo assist (a Milito e Cambiasso) sono il suo biglietto da visita post-infortunio, un rendimento che fa sognare i tifosi della Milano a tinte nerazzurre.

Tornato dal prestito all’Espanyol, si può considerare un nuovo acquisto anche Coutinho, che con Stramaccioni sta studiando per fare il salto di qualità e in alcune partite ha dimostrato di meritare la fiducia che viene riposta in lui.
Non sono tutte rose e fiori, ci mancherebbe: Matias Silvestre, arrivato dal Palermo, è la grande delusione. Poche presenze, per di più non convincenti, lo hanno relegato a un ruolo da comprimario.  Ha perso il posto da titolare anche l’acquisto più oneroso, Alvaro Pereira, che deve ancora ambientarsi appieno e che nel 3-5-2 ha dovuto lasciare posto a Nagatomo. Un giocatore, comunque, che ha dimostrato di poter dare il suo contributo e che tornerà presto buono.
Non come Jonathan che, rientrato dal prestito al Parma, ogni volta che è chiamato in causa ci ricorda come mai era stato spedito senza troppi rimpianti in Emilia. Non tutte le ciambelle escono con il buco, ma complessivamente questa Inter preparata da Stramaccioni è fatta di un’ottima pasta e le manca solo la ciliegina: sabato a Torino capiremo se è una torta da pasticceria oppure no…

Fonte: goal.com