Fallimento di un progetto – Klopp come Stramaccioni? Neanche per sogno

Progetto, progetto, progetto. Maledetto termine che continua a rimbombare da almeno 3 anni nella testa di noi tifosi interisti, salvo poi lasciarsi puntualmente il vuoto dietro al termine di ogni stagione.

Il progetto deve essere costante, lungimirante, costruttivo, paziente e soprattutto circoscritto in un ben determinato periodo di tempo.
L’esempio è sempre lo stesso ma è quello che meglio si addice al contesto, pensate di dover costruire un palazzo: si parte dalle fondamenta e poi su mattone dopo mattone, con la dovuta pazienza, ovviamente, stando attenti a rispettare i tempi di consegna.

Contratto triennale: A dire il vero, Moratti lo aveva definito questo progetto, facendo firmare ad Andrea Stramaccioni, un contratto triennale, garantendo al giovanissimo tecnico romano, tutta la fiducia possibile. Il presidente ci ha scommesso in prima persona su questo talentuoso giovanotto arrivato dalla primavera ma al termine del primo anno, pare aver perso una delle caratteristiche fondamentali di cui parlavamo prima: la pazienza.

Errore o saggia scelta: La premessa è chiara, di qualsiasi natura sia la scelta, il progetto è chiaramente fallito, per l’ennesima volta. Esattamente come fatto con Ranieri, Benitez, Gasperini ecc, Giù il palazzo, si ricomincia.
Analizzando i numeri, era difficilmente ipotizzabile una riconferma di Stramaccioni, l’annata è stata catastrofica e l’Inter ha chiuso in classifica addirittura dietro al Catania. Un tale scenario, molto probabilmente, avrebbe fatto perdere le staffe anche al Dalai Lama, e dopo un simile scempio, è naturale pensare con paura alla prossima stagione.
La paura, forse è stato proprio questo sentimento a far propendere Moratti verso l’esonero piuttosto che verso la riconferma, il terrore di rivedere anche l’anno prossimo, la propria squadra arrancare e soccombere come un pugile mutilato.

L’errore più grande: Era evitabile tutto ciò? E’ chiaro che parlare ai posteri è sempre più semplice ma una cosa possiamo affermarla senza che nessuno se ne risenta: Probabilmente, l’errore più grossolano, è stato quello di pensare di poter affidare una panchina difficile come quella dell’Inter ad un giovane alle prime armi, che seppur preparato, rimane comunque privo di ogni esperienza nel calcio che conta. In parole povere, il progetto era destinato a fallire prima ancora che prendesse inizio.

Il parallelo tra Andrea Stramaccioni e Jurhen Klopp: Quante volte lo avete sentito questo confronto? centinaia e centinaia. Sui social network impazzano questi paragoni: Anche klopp non ha vinto niente ai primi anni ma poi si è rifatto. E’ vero, ma come al solito, solo in parte. In realtà la differenza c’è ed è abbastanza rilevante, andando a leggere il curriculum del tecnico tedesco, potrete agevolmente notare come, prima che gli fosse affidata la panchina del glorioso “Borussia“, il giovane tecnico avesse fatto una buonissima esperienza alla guida del Magonza, centrando addirittura un piazzamento in europa. Sempre seguendo il curriculum di Klopp, noterete che solo dopo qualche anno è arrivato al Dortmund, dove non ha mai chiuso un campionato da nono in classifica, ma al contrario si è sempre migliorato salendo in scaletta da sesto a quinto per poi arrivare ad esser campione al terzo anno alla guida del club tedesco.
Ciò che fa la differenza tra un allenatore come Klopp ed uno come Stramaccioni, è l’esperienza acquisita sul campo che non è per niente cosa da poco conto.

Tirando le somme: Molto probabilmente, quella di Stramaccioni è stata una scelta troppo frettolosa che esigeva una presenza societaria molto più forte di quella attuale affinchè qualche risultato potesse esser raggiunto. Non esistendo tale possibilità, forse quella di affidare la squadra ad un tecnico molto più esperto come Mazzarri, potrebbe rivelarsi la scelta giusta. Sperando che finalmente questo progetto prenda vita.