Inter – Strama 365 giorni insieme

Esattamente un anno fa un semi sconosciuto di cognome Stramaccioni prendeva in mano le redini dell’Inter, per “traghettarla” fino alla fine del Campionato.

Erano le dieci di sera, di un anonimo lunedì di fine marzo.Ranieri era reduce dall’ennesima brutta sconfitta contro la Juventus, si parlava di esonero ed erano tanti i nomi, poi la sorpresa nel comunicato ufficiale dell’Inter: Andrea Stramaccioni sarà il nuovo tecnico. I più avranno pensato: “Chi!?!” “Ah il giovane allenatore che ha vinto con la Primavera?” “Va bene, ma non sarà mai pronto per una squadra come l’Inter”
Eppure dopo 365 giorni è ancora lì. Per un motivo inspiegabile entrò subito nel cuore di molti tifosi, per i suoi modi semplici e scherzosi, per la sua vaga somiglianza con lo Special One e perché aveva conquistato subito il patron Moratti che aveva rinunciato al derby d’Italia per vedere la sua Primavera vincere a Londra.
Ne son successe tante da quel famoso 26 Marzo, alti e bassi, gioie e dolori: dall’esordio scoppiettante contro il Genoa vinto per 5 reti a 4, all’imbattibilità nei derby contro il Milan (2 vittorie e 1 pareggio), come dimenticare poi la partita contro la Juventus quando è stato in grado di sconsacrare lo Juventus Stadium, dopo che  Marotta che lo aveva “deriso” nel prepartita per spensieratezza tattica, e infine pensare all’impresa sfiorata contro il Tottenham dieci giorni fa.
Purtroppo però di periodi bui ne ricordiamo tanti: il tonfo a Siena, o contro la Fiorentina o sconfitte inspiegabili che hanno fatto traballare la panca nerazzurra.
Nonostante ciò lui è ancora lì, il sogno del giovane ragazzo romano continua ancora, con noi, con l’Inter. 
Innegabile che tutto l’entusiasmo nei suoi confronti si sia assopito, ma era già nel libretto istruzioni.
Andrea quando ha firmato il contratto sapeva che non avrebbe avuto vita facile. L’Inter è in grado di metterti sotto pressione come nessun altra squadra, i riflettori puntati addosso, sempre, e giornali che parlano sempre inspiegabilmente di te, anche quando non è il caso. Ma Strama ne ha fatto conoscenza in questi mesi, sulla sua pelle e, nonostante tutto, è sopravvissuto.
Lui è cresciuto con noi e noi con lui. Lui, nel suo piccolo, è stato in grado di mettere a tacere in tanti, di battere allenatori di grande esperienza, facendo ciò che gli riesce meglio: lavorare sul campo.
Del futuro non c’è certezza, ma una certezza l’abbiamo comunque  noi: dopo Mou, Andrea è stato l’unico a ridonarci entusiasmo dopo tempo e a regalarci un anno emozionante sotto ogni punto di vista, per questo non posso che augurargli una lunga carriera, ricca di successi.
AUGURI STRAMA!