Tutte le colpe di Stramaccioni

Non è certamente il periodo più felice in casa nerazzurra, gli ultimi risultati dell’Inter impongono al presidente Moratti, riflessioni importanti sul futuro della squadra.Tanto per capirci, nessun intoccabile, tanto meno quella che rappresenta la sua scommessa, la scelta sulla quale ha puntato ad inizio campionato e che ora per svariati motivi sta tradendo le aspettative dello stesso presidente nerazzurro: Andrea Stramaccioni.

Il tecnico romano è reduce da una media “spaventosa”, nelle ultime sette partite, l’Inter ha accumulato un magrissimo bottino: 6 punti, 3 sconfitte – 3 pareggi – 1 sola vittoria. Piena media retrocessione. 

Coperta corta: Senza dubbio, la squadra che la società ha messo a disposizione del tecnico è stata priva di elementi che spiccassero in qualità nella zona mediana del campo, (almeno fino alla finestra di “riparazione) e l’abbondante numero di infortunati non ha sicuramente aiutato,influendo non poco nelle scelte tattiche dell’allenatore, tuttavia, bisogna rimarcare alcuni elementi che giocano a sfavore del mister. La tanto citata mancanza di qualità, non può e non deve essere l’alibi che scagiona da tutte le colpe, l‘Inter ha perso a Bergamo, a Parma, ad Udine, contro il siena (per ben due volte), pareggiato con Cagliari, Genoa e Torino, insomma, formazioni che almeno sulla carta, non sembrano per niente più qualitative della nostra Inter. Non si può neanche lontanamente pensare di non riuscire a competere con tali compagini, soprattutto se hai sconfitto Juventus, Napoli e Milan con gli stessi uomini in formazione. In quei campi bisogna vincere o quanto meno uscirne con la consapevolezza di aver fatto la partita. Cosa mai accaduta. Infatti, a preoccupare, forse ancor più degli scarsi risultati, è la mancanza di un’idea di gioco, la squadra nerazzurra appare troppo spesso spaccata in due tronconi, dando per giunta, la sensazione di una preparazione atletica precaria, Cassano, Guarin e Palacio sono spesso costretti a cantare e portar la croce. L’Inter non ha ancora mostrato una faccia, un’identità, nascondendosi dietro il cambio di svariati moduli, talvolta anche a partita in corso, emblematica la partita dell’Olimpico contro la Lazio che ha visto l‘Inter disporsi in campo in 3 modi diversi durante i 90 minuti.

Fiducia negli uomini sbagliati?  Non è chiaro il motivo per cui Stramaccioni decida di non schierare Cambiasso come centrale di centrocampo, preferendogli in quel ruolo addirittura il capitano Javier Zanetti, le volte in cui il Cuchu è stato schierato, si è visto costretto a giocare da mezzala, lo stesso tecnico intervistato più volte in merito alla questione, rispondendo a chi gli chiedesse il perchè di un Cambiasso snaturato ha risposto:” Esteban è un giocatore che diventa importante negli inserimenti, voglio sfruttare questa sua bravura”
Niente di più vero, il “cuchu” ha dimostrato negli anni la sua bravura sotto porta, ma può un giocatore come Cambiasso, alla veneranda età di quasi 34 anni, reggere il ritmo di una mezzala? e soprattutto, considerata la scarsa qualità in mediana, perchè non utilizzarlo davanti la difesa? E’ sembrato quasi un voler farsi male da soli.

Speriamo che i nuovi acquisti apportino al mister altre soluzioni e nuove idee, al momento sembra che il suo lavoro non stia portando i frutti sperati, non mancheranno altre partite per dimostrare segni di crescita. E’ inevitabile, dopo Siena si è raschiato il fondo.