Stramaccioni come Hodgson: stessa media punti

I numeri nel calcio spesso lasciano il tempo che trovano, ma non sempre. Non è il caso, per esempio, della gestione Stramaccioni alla guida dell’Inter. La crisi di gioco e risultati, acuita dai torti arbitrali e dagli infortuni a raffica, è certificata, sottoscritta e controfirmata dalle impietose statistiche che inchiodano il giovane tecnico nerazzurro alle sue responsabilità, condivise con le scelte societarie spesso inspiegabili.

Arrivato in un momento di down dell’ego nerazzurro, reduce dai cambi in panchina di Gasperini e Ranieri, e al tempo stesso in pompa magna per la conquista della Next Gen Series con la Primavera dell’Inter, Stramaccioni a un inizio lanciato, non ha saputo dimostrare sul campo quel talento da più parti riconosciutogli. Non una bocciatura totale, la sfortuna dentro e fuori dal campo non l’ha aiutato, ma un arrivederci a settembre, magari su un’altra panchina per farsi quella gavetta saltata a pié pari in grado di fortificarlo per un poltrona scomoda come quella nerazzurra.

La sua gestione infatti non è stata la più disastrosa dell’era Moratti, ma di sicuro non verrà ricordata con gioia negli anni a venire. Il vuoto lasciato da Mourinho nel 2010 è stato colmato solo per un breve periodo da Leonardo, l’unico tecnico a tenere una media punti in campionato simile a quella dello Special One. Poi il nulla, da Benitez a Gasperini, fino a Ranieri e appunto Stramaccioni. Con i suoi 67 punti conquistati in 41 partite, e un ritmo da 1,63 punti a partita. Un andamento massimo da Europa League, non proprio l’obiettivo annuale dei nerazzurri.

Se è vero che la media si è alzata rispetto ai periodi Benitez (1,53), Ranieri (1,54) e Gasperini (0,33), è anche vero che il passo non è accettabile ed esente da critiche per il non gioco espresso a larghi tratti al netto di infortuni ed errori arbitrali.

Venti vittorie, sette pareggi e quattordici sconfitte in quarantuno partite. Poco meglio del fallimentare Hodgson (1,61 punti a partita in 86 match) e del dimenticabile Tardelli (1,54 punti a partita). Appena peggio di Lippi (1,66) e Zaccheroni (1,79). Tutta gente cacciata da Moratti senza alibi e senza possibilità di risposta. Stramaccioni invece è stato confermato dalla proprietà, “non posso fare altrimenti” ha confessato il presidente nerazzurro.

Ma la verità è che i contatti con un altro ex, Mircea Lucescu, sono già stati avviati da tempo. Non un affare se si considera il passato del romeno (19 punti in 15 partite, 1,26 di media), opzione impossibile se si considera il recente rinnovo dello stesso con lo Shakthar a suon di milioni di euro.

I numeri in ogni caso inchiodano Andrea Stramaccioni alle sue responsabilità. I ritmi da Inter, quelli di Mancini (2.17), Cuper (1.93) e Simoni (1.91) per intendersi senza scomodare Mourinho (2.18), sono altri. I tempi anche, ma dall’allenatore arrivato per portare freschezza e innovazione, ci si può aspettare qualcosa di più. Idee, per esempio, e scelte coraggiose. Per la serie “aiutati che il cielo ti aiuta”.

Fonte: goal.com