Stramaccioni compie un anno in panchina: esperimento riuscito?

All’inizio sembrava un esperimento bislacco. In una stagione da tre allenatori, qualcuno pensava che non sarebbe stato l’ultimo. “Vediamo quanto dura” si diceva. E invece è già passato un anno, 365 giorni. Ok, siamo un po’ distanti dal regno di Ferguson, ma dodici mesi fa non ci avrebbero scommesso in tanti. Andrea Stramaccioni martedì spegnerà simbolicamente la sua prima candelina su una torta nerazzurra. Il 37enne tecnico è seduto sulla panchina dell’Inter da un anno tondo tondo (martedì, appunto): un anno vissuto pericolosamente, ma nemmeno troppo. Strama è stato in pericolo in un paio di occasioni, ma ha sempre saputo risalire. Chi lo immaginava esonerato a inizio campionato si è dovuto ricredere, oggi può ancora giocarsi le sue carte per una nuova riconferma, e per festeggiare anche il secondo compleanno.

Il bilancio  —  Un anno, 54 partite: quasi una a settimana, estate compresa. Lo Strama-bilancio racconta di 29 vittorie, 10 pareggi e 15 sconfitte, per una media di 1,8 punti a partita. 1,8 anche i gol segnati a gara, 1,34 quelli subiti: quest’ultimo dato probabilmente non è da considerarsi proprio esaltante. Del resto il romano esordì con un pirotecnico 5-4 casalingo contro il Genoa, sei giorni dopo l’insediamento: partì lì lo slogan “Pazza Inter Stramala” che ha accompagnato le sue prime settimane interiste. Vittoriosi anche i seguenti esordi in coppa Italia, Europa (qualificazioni a Europa League) e poi in Europa League vera e propria. In dodici mesi Stramaccioni ha utilizzato 49 giocatori: Cambiasso, Zanetti e Guarin il terzetto con più presenze (50, 47, 45), Carrizo, Faraoni, Donkor, Bandini e Cordoba chiudono il gruppo con una sola presenza, mentre ha fatto esordire Benassi, Duncan e Longo.

Highlights — Quanti moduli ha usato? Tanti, tantissimi, dal 3-5-1-1 al 4-3-3, passando per il 4-2-3-1 e arrivando all’attuale 4-3-1-2. A livello tattico pare tornato negli ultimi tempi alle idee degli inizi nerazzurri, ma la squadra che si trova a disposizione è decisamente mutata, avendo avviato un rinnovamento. Gli highlights della sua carriera interista sono i due derby vinti, il “sacco” di Torino, primo a violare lo Juventus Stadium, qualche uscita davanti ai microfoni come l’imitazione di Cassano “bene bene”, diventato poi un mantra. I momenti più difficili sono coincisi con la lezione ricevuta dalla Roma di Zeman, gli 0 punti messi insieme in due gare col Siena, le sconfitte con Fiorentina e Tottenham. Ma anche la complicata gestione del caso Sneijder e la rottura, forse ricomposta, con Cassano. Il secondo anno di Stramaccioni comincerà con la Juve: non proprio un regalo, ma quella che il tifosoiInterista Valentino Rossi definisce “la partita più importante”. Vale chiede “di battere i bianconeri per evitare gli sfottò”, Stramaccioni avrà più di 365 motivi da aggiungerci.

Fonte: Gazzetta dello Sport