Stramaccioni al posto di Ranieri?

Il crollo nel secondo tempo, dopo un’oretta ben giocata. Le criticatissime sostituzioni di Obi e Poli. L’aver perso contro la Juve, e così nettamente: di solito quelle contro i bianconeri sono sconfitte che a Moratti non vanno giù, anzi lo fanno impazzire di rabbia. Quella fastidiosa sensazione di un’Inter ormai non più presente a se stessa e in preoccupante e irrefrenabile discesa: ormai è ottava, superata anche dal Catania (anzi come punti conquistati in assoluto è nona, ma l’Atalanta è penalizzata di sei punti dall’inizio della stagione), e chissà se la frana si arresterà. E lui, Claudio Ranieri, che ormai da un paio di mesi alla fine di ogni partita ripete il solito mantra: “Nella prossima partita faremo tesoro degli errori e ripartiremo. La squadra è viva, il gruppo è sano, sono i migliori giocatori che abbia mai avuto, sono fantastici…”.

Per tutti questi motivi, all’indomani dello 0-2 di Torino Claudio Ranieri è di nuovo in bilico. Moratti in queste ore starebbe pensando di rimuoverlo dall’incarico, per provare a salvare qualcosa di una stagione disastrosa ed evitare che l’Inter scivoli ancora in classifica. E questo anche se fino a una settimana fa le dichiarazioni presidenziali andavano in tutt’altra direzione: “Ranieri è serio ed elegante, è una persona per bene, non ho voluto cambiarlo perché non volevo fare danni, rimarremo al suo fianco”. Ma la sconfitta di Torino, la sua pesantezza, potrebbe aver cambiato gli scenari. La partita contro la Juventus rappresentava forse l’ultima speranza che Ranieri riuscisse a invertire la tendenza negativa: c’era l’idea, o il sogno, di poter combinare un atroce scherzo ai rivali di sempre nella corsa allo scudetto. Invece speranze e sogni sono durati 57 minuti, 57 minuti di un’Inter addirittura ottima, ma che poi si è squagliata in modo imbarazzante appena ha incassato il gol di Caceres. A quel punto è calata la tenebra, l’Inter è scomparsa e alla fine ha scampato il rischio dell’umiliazione, perché le parate di Julio Cesar e un salvataggio sulla linea di Maicon hanno evitato una sconfitta molto pesante. Ranieri è parso impotente, non più in controllo della situazione nell’ultima mezz’ora, e gli si imputano anche le sostituzioni dei due ragazzi, Poli e Obi, che sembravano averne ancora, a differenza di altri giocatori più anziani che sono rimasti in campo. Così è maturata l’ottava sconfitta in dodici partite ufficiali dal 22 gennaio a oggi: due mesi di tragedie sportive in serie, con l’Inter che è precipitata senza paracadute, è uscita da ogni competizione e ora vivacchia all’ottavo posto, a dieci punti dalla Champions League e a sette dall’Europa League. Il fallimento totale, insomma.

Per questo Moratti starebbe pensando di cambiare, e il sostituto ce l’avrebbe proprio in casa: si tratterebbe ci Andrea Stramaccioni, 35 anni, quotatissimo tecnico della Primavera che proprio ieri ha vinto ai rigori, e contro il grande Ajax, la Next Generation, sorta di Champions League per squadre Primavera che quest’anno ha vissuto la sua prima edizione. Moratti ha assistito personalmente alla finale di Londra e alla fine si è complimentato col giovane allenatore. Secondo le voci, gli avrebbe addirittura sussurrato di tenersi pronto, perché nel finale di campionato gli potrebbe essere affidata la prima squadra. A dire il vero, a Stramaccioni era stata detta più o meno la stessa cosa, e dal dt Marco Branca, all’indomani di Napoli-Inter, alla fine di febbraio. Quel giorno Moratti meditò a lungo, per tutta la giornata, di esonerare Ranieri, anzi a un certo punto la decisione sembrava proprio presa, invece prevalse l’idea opposta: si temeva che un altro cambio di allenatore avrebbe del tutto destabilizzato squadra e ambiente, e in fondo c’era ancora il ritorno con l’Olympique Marsiglia da giocare. Ranieri rimase in panchina, ma com’è noto la tendenza non si è mica invertita. L’Inter ha continuato a incespicare e a scivolare, è stata eliminata dalla Champions, e a Torino è tornata ad assaporare il fiele della sconfitta. Non perdeva proprio da Napoli, 26 febbraio scorso. E come il giorno dopo Napoli, anche oggi Moratti medita di esonerare Ranieri. Quindi una considerazione viene spontanea, sgorga irrefrenabile proprio come la discesa agli inferi dell’Inter: se in un mese nulla è cambiato, non si poteva decidere prima quello che si sta decidendo oggi?

Fonte: ilDani