Stankovic: “Vi racconto il discorso del Mancio nel post-Napoli”

Ospite negli studi de La Domenica Sportiva, il club manager dell’InterDejan Stankovic analizza il momento della squadra nerazzurra e le prospettive per questo campionato. Ecco le sue parole:

ICARDI – “Sento voci sul mercato di gennaio, ma smentisco assolutamente. Io vivo l’Inter e Appiano Gentile, e posso dire che Mauro ha grandi responsabilità: quest’anno è diventato capitano di una grande squadra e rappresenta una grande società. Per gli attaccanti può capitare di attraversare un periodo negativo. Sono molto contento perché l’Inter è prima senza i suoi gol, figuriamoci con i suoi. In 15 partite è stato solo due volte in panchina, ogni tanto ci può stare. È un grande professionista e lo vedo sereno. Lavora tantissimo, prima o poi tornerà a segnare. A Napoli era una situazione particolare. Tutta l’Inter era in difficoltà, per Icardi non era semplice. Era normale che non arrivano palloni utili. Io sono realista, anche il gioco con tanti calciatori di qualità in avanti non favorisce Icardi. Non arrivano tanti cross dal fondo, dalla trequarti, che Icardi è bravissimo a raccogliere e a trasformare in rete. Io lo vedo comunque molto sereno, non è un momento semplice per lui, ma sono convinto che prima o poi tornerà a segnare”.

POST NAPOLI – “Mancini ha parlato negli spogliatoi a tutta la squadra dopo la gara del ‘San Paolo’. Ero presente e il discorso era chiaro: “Stasera avete dimostrato che siete una grande squadra. Possiamo arrivare fino in fondo e lottare per il titolo””.

MERCATO – In estate è stato fatto un grandissimo mercato con Piero Ausilio e Roberto Mancini. C’è piena sintonia. Per il momento stiamo bene così.

MIHAJLOVIC – “Direi che sarà molto arrabbiato. Era una partita da vincere. Sinisa è mio amico, siamo di sponde diverse, ma personalmente tifo per lui”.

DIRIGENZA – “Sto vivendo questo cambiamento e mi sento molto fortunato. Faccio da tramite tra la società e il settore tecnico, sono molto fortunato. Stiamo costruendo una nuova Inter con il presidente Thohir. E’ un motivatore, ci dà grande serenità e fa sentire sempre la sua presenza anche quando non è a Milano. Soffre con noi, ci carica con i messaggi. Ho un paio di ex colleghi nello spogliatoio: due chiacchiere tra di noi servono, fanno bene”.