Stankovic: “Mancini fonderà l’Inter intorno a Kovacic. I tifosi avevano bisogno di trovare feeling con l’allenatore…”

Adesso fa il secondo di Stramaccioni a Udine, ma in passato Dejan Stankovic ha avuto a che fare eccome con Roberto Mancini, sia da giocatore della Lazio che da nerazzurro. Proprio l’ex centrocampista ha rilasciato un’intervista alle pagine della Gazzetta dello Sport per accogliere il ritorno in panchina del suo amico Roberto Mancini:

Perché Mancini è così sicuro? Per cinque motivi, bastano? Innanzi tutto perché è bravo e non lo ha dimostrato solo all’Inter, poi conosce l’ambiente e quando hai poco tempo è una cosa che fa enormemente la differenza. Terzo: aveva voglia di tornare ad allenare. Quarto: aveva voglia di tornare ad allenare in Italia, dato che è il suo paese è che gli mancava. E magari ha qualcosa ancora in sospeso con la sua carriera. Quinto: nel frattempo ha fatto esperienza internazionale e questa non è una cosa che compri al mercato. Credo che l’Inter avrà solo da guadagnare da questa scelta, la situazione è diversa da quella di dieci anni fa, all’epoca gli si chiedeva di aprire un ciclo, mentre adesso deve raddrizzare una barca e farla andare subito veloce. E lui lo farà. I tifosi dell’Inter avevano bisogno di ritrovare feeling con il proprio allenatore e anche Mancini avrà un buon feeling con Erick Thohir, perché conoscendolo, difficilmente avrebbe accettato un progetto di una persona che non lo convince. Adesso conosce bene l’inglese e non gli sarà difficile spiegare le proprie idee. Su quale calciatore punterà? Io dico su Mateo Kovacic, a lui piacciono i giocatori giovani e di qualità e non ha paura a prendersi le proprie responsabilità. Però attenzione: questo non significa che Mancini fonderà l’Inter su Kovacic, perché lui ha una legge: il talento al servizio della squadra. Quindi costruirà un’Inter intorno a lui, ma non su di lui. Cosa dirà ai suoi prima del derby? Questa è difficile, provo ad immaginare: è una partita come le altre, ma è più bella delle altri, quindi godetevela il più possibile. Quando ci ritroveremo uno contro l’altro lo abbraccerò e gli dirò grazie per avermi insegnato tanto come calciatore essenza saperlo insegnava già qualcosa all’allenatore che sarei diventato. Lo guardavo spiegare calcio, lo studiavo e cercavo di capire le sue idee, qualcuna simile alla mia, qualche altra meno.”

Fonte: fcinter1908.it