Stadio, svolta vicina. Thohir e Barbara vedono Pisapia: sul tavolo…

Lo stadio Giuseppe Meazza non sarà soltanto il teatro del derby di domenica sera, ma anche l’oggetto del discorso dell’incontro in programma a Palazzo Marino tra il Comune, l’Inter e il Milan. Sul tavolo, le strategie da definire sull’uscita dei rossoneri e sull’intenzione dei nerazzurri di stabilirsi solitari a San Siro. Un appuntamento segnato in rosso nell’agenda di Erick Thohir, che resterà una settimana intera in Italia per poi tornare in vista di Inter-Juventus del prossimo 17 maggio.

Domenica, il sindaco Giuliano Pisapia, il vice Lucia De Cesaris (con delega all’urbanistica) e l’assessore allo sport, Chiara Bisconti, riceveranno Thohir, Bolingbroke, forse Fassone, Barbara Berlusconi e Alfonso Cafaliello (direttore operatività stadio. La Gazzetta dello Sport fa il punto della situazione: “Il primo passo spetterà al Milan: la prossima settimana, potrebbe ricevere l’ok da Fondazione Fiera per la costruzione dello stadio al Portello (di fronte a Casa Milan), e allora questa potrebbe essere la prima occasione per comunicare la decisione di lasciare il Meazza, forse già dal 2018. Il secondo step sarà pianificare la strategia di uscita del Milan dal Meazza: definire, cioè, modalità ed eventuali oneri per interrompere la convenzione che impegna i club fino al 2030 nella gestione del Meazza. Quando, nel 2012, Massimo Morattipensava di costruire uno stadio per l’Inter, era nato un patto: chi avesse lasciato per primo San Siro non avrebbe pagato penali. Oggi, però, Thohir appare intenzionato a ridiscuterne e così il faccia a faccia servirà per cercare una nuova intensa. A cascata, il pallino passerà nelle mani di ET: il Comune di Milano attende che presenti il suo piano per fare del Meazza una casa esclusiva dei nerazzurri. Spiegare cosa intende fare e quanto è disposto ad investire per ottenerne la proprietà con la cessione del diritto di superficie, anche per 99 anni”.

Il comune gradisce, anche perché l’indonesiano andrebbe a garantire investimenti che non sarebbero inferiori a 80 milioni. La svolta, insomma, pare vicina.

FONTEfcinternews.it