Solidità e pragmatismo: gli ingredienti del primato

Quarta vittoria in quattro uscite di campionato e testa della classifica a punteggio pieno con già 8 punti di vantaggio sulla Juve campione d’Italia, 7 sul Napoli, 6 sul Milan e 4 sulla Roma. Troppo presto per fare conti e pronostici ma questa Inter è già sulla buona strada. E il bel gioco arriverà. Intanto Mancini si gode una difesa bunker, la migliore del torneo, con un solo gol subito (contro il Carpi) e una squadra che può solo migliorare.

Finora sono stati successi con un gol di scarto a firma di Jovetic (contro Atalanta all’esordio) e Carpi, Guarin nel derby e Icardi ieri a Verona contro il Chievo: è un’Inter cinica e soprattutto imperforabile, anche a Verona dove mancavano per infortunio sia Juan Jesus che Miranda (quest’ultimo assente anche contro il Milan) e dove Murillo è stato costretto a lasciare il campo a 20′ dalla fine per un risentimento muscolare all’adduttore destro. Mancini ha confermato l’ottimo Medel al centro della difesa e ha fatto esordire con la maglia da titolare il nuovo arrivato Telles sul versante sinistro: e il risultato non è cambiato. Godendosi poi l’ottimo momento di Santon, anche lui destinato a partire, e ora elemento in costante crescita. Crescita visibile anche in Kondogbia, dato a riposo al Bentegodi, e invece titolarissimo e autore di una prestazione di peso e quantità. E ora che anche Icardi si è sbloccato, il tecnico nerazzurro deve oliare i meccanismi offensivi, per far rendere ancora meglio il suo potenziale. Mercoledì sera a San Siro contro il Verona il prossimo step.