Simoni durissimo con Elkann: “Cattiveria e maleducazione”

Intervistato in esclusiva da Monica Matano, una delle firme più brillanti di Raisport, Gigi Simoni non le ha  mandate a dire a John Elkann che, la settimana scorsa, aveva sbottato: “Mi auguro che l’Inter continui a perdere”, suscitando accese reazioni nel mondo nerazzurro.

“Lo stile bianconero? Mi sembra che questa parola sia sparita – ha dichiarato Simoni, 75 anni, oggi direttore tecnico della Cremonese, nella lunga confessione andata in onda durante la trasmissione Pomeriggio da campioni –  Ho giocato nella Juve e devo dire che ai tempi era la vera Vecchia Signora del calcio italiano. La Juve era qualcosa di veramente importante, qualcosa che ispirava un modello da copiare come società. Adesso, invece, come si fa a dire cose di questo genere? Sono cattiverie e maleducazione tali che non meritano commenti”.

Lapidario anche il giudizio su Balotelli: “Non lo porterei in Brasile. E’ un giocatore di grande valore, ma non ti dà mai la garanzia di essere uguale alla settimana precedente”.

Simoni non dimentica la “sua” Inter, nonostante Moratti l’avesse esonerato proprio nel giorno in cui i colleghi gli assegnarono la Panchina d’oro a Coverciano. Accadde alla fine del ’98 dopo che, alla guida dei nerazzurri, esaltati dal genio di Ronaldo (“Il più forte centravanti di tutti i tempi”) Simoni aveva vinto la Coppa Uefa battendo per 3-0 la Lazio nella finale parigina e piazzandosi al secondo posto in campionato, essendo stato anche in testa alla classifica durante le prime 16 giornate.

Fu, quello, l’anno dell’indimenticabile fallo di Iuliano su Ronaldo, non punito con il rigore da Ceccarini, durante la gara Juve-Inter, passata alla storia per le roventi polemiche che l’episodio scatenò.
Prima del licenziamento, deciso all’undicesima giornata del torneo ’98-’99, Simoni era riuscito anche a battere il Real in Champions League: 3-1 a San Siro.

Fonte: calciomercato.com