Simeone: “Un giorno tornerò in Italia. Ho grandi…”

Simeone
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Diego Simeone torna a parlare. Lo fa attraverso le colonne de La Gazzetta dello Sport, dove pone il suo Atletico Madrid come un esempio per la Serie A: “Io all’Atletico arrivo a Natale 2011 e nel secondo semestre della stagione entra Diego Costa, un giocatore. Nel secondo anno di nuovo un solo innesto, Villa. Quest’anno i cambi sono 4. E comunque noi non siamo il Barça o il Madrid, loro hanno una struttura che gli permette di spendere 80 milioni e passa su un solo uomo, noi ne abbiamo spesi quasi 100 in tutto. Messi, Neymar e Suarez sono 3 dei 5 migliori del mondo. E poi il Real: ha preso Kroos e Rodriguez, Bale sarà ancora più forte. Sono migliorati rispetto all’anno passato, e tanto. E visto che prendendo Suarez, Rakitic e Rafinha e cedendo Sanchez e Fabregas anche il Barça è migliorato, noi faremo fatica a competere con loro. Che ci si chieda di ripetere ciò che abbiamo fatto l’anno scorso è comprensibile. Però bisogna ricordare che abbiamo vinto la Liga dopo 18 anni, e quella prima era arrivata dopo 25 anni di attesa, non è che qui si vince tutti gli anni. È stato un momento speciale, se iniziamo ad ascoltare gli elogi finiremo per piangere”.

Sul calcio italiano: “Gli stadi vuoti? Non vivo lì, non seguo le cose da dentro. Però ribadisco il mio affetto per l’Italia, ho grandi ricordi e un giorno mi piacerebbe tornare da voi. Se avvertivo la crisi già a Catania? Sì, le difficoltà si vedevano, il calcio italiano era già al limite del fallimento, si aveva la sensazione che le big stessero iniziando a perdere potere. La creatività è fondamentale. E poi il coraggio. All’Atletico non potremmo competere con chi ha più mezzi di noi: dove ci sono difficoltà, creatività e coraggio sono fondamentali. Penso al San Lorenzo che ha vinto la Libertadores, ottimo esempio. Ciò che abbiamo fatto lo scorso anno non è arrivato per caso: è la conseguenza della crescita del club, un’accorta politica di mercato. Abbiamo sacrificato grandi attaccanti ma abbiamo azzeccato le mosse. I cambi non ci hanno affossato ma ci hanno permesso di continuare a competere. Anche quest’estate abbiamo venduto e comprato per cifre simili. E ora, con pazienza, ripartiamo”.

Fonte: fcinternews.it