Simeone: “Di Inter ora non parlo più, potrei rinnovare. Andrò via quando…”

Il futuro di Diego Simeone è diventato un tormentone negli ultimi tempi. Ad alimentarlo le parole dello stesso allenatore dell’Atletico Madrid alla vigilia della sfida in Champions contro il Bayern di due settimane fa. “Mio figlio ha detto che un giorno firmerò per l’Inter? E’ mio figlio, parlo molto con lui. I miei figli, mia moglie, mio papà e tutti sanno che un giorno allenerò l’Inter. Non c’è nessuna novità”. Successivamente però il tecnico argentino ha voluto minimizzare la portata di quella frase. E adesso in una lunga intervista rilasciata a Jorge Valdano per BeIn Sports, Simeone torna a parlare del suo futuro. “Tutti dicono sempre che è possibile che me ne vada entro un anno e mezzo, ed è quello che la gente può pensare. Ma allo stesso tempo posso rinnovare. O c’è scritto da qualche parte che non posso rinnovare di nuovo? I giornalisti sono molto rapidi a creare polemiche, e va bene, bisogna accettarlo e, possibilmente, risolvere le cose al meglio per non alimentarle. A mia sorella in Italia le hanno fatto una domanda: “Tu credi che tuo fratello un giorno potrà allenare l’Inter?”. E lei ha detto: “Io credo che un giorno andrà ad allenarla, non ci vedo nulla di strano”. A mio figlio gli hanno chiesto la stessa cosa prima di un Inter-Genoa e ha risposto: “Credo che un giorno potrà allenare l’Inter”. Quello che ho deciso di fare da ora in poi è che non ne parlerò più”. Simeone ha parlato anche del momento complicato che vive l’Atletico. “I risultati della squadra non sono buoni. So bene che per la gente dell’Atletico Madrid conta la situazione con i fatti. Le parole vanno e vengono, ma i fatti determinano le persone. Quando andrò via da qui sarà perché è un bene per il club”.

DOPO LA SECONDA FINALE PERSA CONTRO IL REAL. Il Cholo ha anche ripercorso altri suoi momenti critici all’Atletico, quelli ad esempio successivi alla seconda sconfitta di seguito in finale contro il Real Madrid in Champions, con la conferenza stampa a Milano, al termine della partita. “Bisogna sempre analizzare per parti. La prima parte fu assolutamente trasparente dopo la finale. Sono stato super trasparente, come cerco di essere il 99 % delle volte. Perché poi si vede. Se tu mi vedi con una faccia strana, sono strano, e se tu mi vedi con una faccia contenta, sono contento. Non ho tante facce. Sono stato assolutamente trasparente. Era un momento difficile, dopo la finale che avevamo perso. Abbiamo perso due finali, una per 2 minuti e l’altra ai rigori. È difficile, non è facile. La prima cosa che mi è venuta è stata la spontaneità di dire che avevo bisogno di pensare in che modo potessi continuare a trasmettere qualcosa a questi ragazzi, a trasmettere la forza e l’energia per continuare a competere, e come riuscire a fargli dare quello che mi avevano dato fino ad allora. Quella del contratto è stata una conseguenza di ciò che io credo sia la cosa migliore per l’Atletico Madrid”.

“LA NAZIONALE ARGENTINA? NON E’ IL MOMENTO”. “La vita è fatta di momenti e il mio momento ora è qui. Quando sono arrivato ho insistito per creare una squadra fastidiosa, che quando uno gioca con l’Atletico gli crei fastidio e credo che questo l’abbiamo ottenuto. Mi prendi in un momento della mia carriera in cui non è il momento di pensare alla Seleccion. Penso che ancora ho molto da migliorare, non è il posto di cui necessito ora. E’ un posto dove devi…vedo Del Bosque e Aragones quando ci sono arrivati”.

FONTEfcinter1908.it