Shaqiri? Mancini lo terrebbe. La verità è che…

Cosa c’è dietro la cessione ormai vicinissima di Xherdan Shaqiri, arrivato come simbolo della ricostruzione manciniana e già al passo d’addio dopo sei mesi? La Gazzetta dello Sport prova a svelare l’arcano. “La verità è che Mancini è rimasto un po’ deluso da Shaq perché non ha mai visto accendersi la scintilla; che nel 4-3-3 che ora ha in mente ritiene più funzionale Perisic dello svizzero.

Con la solita formula del pagherò tra l’altro il croato appesantirebbe poco questo bilancio, mentre l’uscita di Xherdan lo alleggerirebbe assai. Ma soprattutto, se potesse il tecnico vorrebbe entrambi. Shaq però resta uno dei pochi per cui sono arrivate offerte ricevibili. Così come per Kovacic, con la differenza che anche a livello di immagine — vedi il precedente Coutinho — l’Inter non può vendere un giovane talento come Mateo a meno di 30 milioni. Mancini ha dunque sacrificato Shaq. Anche perché oltre a Perisic spera di avere almeno un terzino mancino, un centrocampista («Per me sarebbe meglio andare all’Inter» ha detto ieri Felipe Melo) e un altro esterno offensivo. Con la formula di pagamento a farla da padrona.

E proprio per questo Jovetic è molto più vicino di Salah. Ma la priorità oggi è un’altra: dopo i grandi colpi Kondogbia, Miranda, Montoya e Murillo l’Inter ora deve fare cassa e quindi nessuno è davvero incedibile. Shaq sarà soltanto il primo”.