La settimana (troppo) calda di Mazzarri

Due partite sono niente: Sampdoria a San Siro e Parma al Tardini. Due partite sono soltanto quattro giorni (sei a partire da oggi): mercoledì la sfida Mazzarri-Mihajlovic, sabato il confronto Donadoni-Mazzarri. Se le parole -improvvise, in senso così categorico- di Erick Thohir corrispondono al vero pensiero, dunque senza difetti di traduzione e/o comprensione, e magari in attesa di precisazioni, svolgere il tema: Mazzarri-Inter, è finita, è fin troppo facile. Strano che accada oggi, dopo l’1-0 a Cesena che non entusiasma nessuno, ma perlomeno attenua quel fenomeno-crisi che si agita sopra, sotto e attorno all’Inter mazzarriana. Probabile che da qui alle prossime ore arrivi un Thohir-pensiero diverso da questo perentorio ultimatum. In assenza di ciò, siamo qui a scrivere un passo doloroso, quasi a dar conto delle parole di Moratti, lunedì scorso, che parlava di ovvietà da panchina, se non ci sono i risultati, è fatale che si debba cambiare. Thohir in questa domenica sopra le righe (interiste) ha messo Mazzarri sull’uscio di Casa-Inter. Mettendo in moto un altro stato di tensione, pericoloso quanto vogliamo. Vedremo le prossime ore che cosa suggeriranno. Intanto al toto-allenatore (immediato) si può giocare. Ma non è un divertimento: per Mazzarri, soprattutto.

IL TOTO-ALLENATORE

Per l’immediato, come si potrebbe risolvere la questione-panchina? Ecco i nomi.

Walter Zenga – Era e rimane l’autorevole numero uno fra i possibili tecnici. Esperienza e voglia non gli mancano. E il mondo interista lo vedrebbe come meglio non si può: un po’ come Pippo Inzaghi al Milan.

Leonardo – Ha allenato l’Inter da gennaio a giugno 2011, con la Coppa Italia, il secondo posto in campionato e i quarti di finale di Champiomns League. A quanto pare, gli è anche tornata la voglia di allenare e nel complicatissimo dopo-Mourinho è il tecnico che ha lasciato i migliori ricordi.

Roberto Mancini – E’ libero da impegni ed era in tribuna a Cesena. Ma quanto ci vuole per ingaggiarlo. Ha costruito la prima Inter vincente, con intuizioni di gioco e di mercato (soprattutto di mercato) eccellenti. 

David Moyes – Ha allenato il Manchester la scorsa stagione, lasciando un pessimo ricordo (esonerato). Significa poco, ma significa. Bolingbroke, plenipotenziario dell’Inter, lo conosce molto bene.

Stefano Vecchi – Sarebbe la soluzione interna, il tecnico della Primavera che vanta anche esperienze nei campionati di Lega Pro con Spal, Sudtirol e Carpi, ha 43 anni e la sua Primavera è uno spettacolo.

Fonte: Sport Mediaset