Serie A, bagarre per l’Europa: sei squadre in nove punti

La Juventus non ha chiuso il campionato pareggiando a Udine, ma in Serie A è la lotta per le posizioni europee a infiammare i tifosi, che sia per la Champions o per la prossima Europa League. Tolti i bianconeri saldamente in vetta, dalla Roma (59) seconda al Milan (50) primo degli esclusi ci sono solo nove punti, ma rispetto al passato impressiona il ritmo sottoforma di media-punti delle sei squadre coinvolte.

“Per andare in Europa League ci vuole un ritmo da Champions, per la Champions uno da scudetto” ha sentenziato Montella prima del 3-1 al Chievo. Sensazioni supportate dai numeri se si appura il fatto che nella stagione 2015-2016 il Sassuolo, ultima squadra a qualificarsi per i preliminari di Europa League, strappò il pass europeo con 61 punti, solo undici in più di quanto raccolto dal Milan settimo in classifica al momento – e quindi fuori dai discorsi europei – ma con ancora undici giornate da giocare. Potenzialmente tutte e sei le squadre sono in corsa per entrambi i traguardi con gli scontri diretti che saranno decisivi così come il calendario in un campionato in cui, mai come quest’anno, regna l’equilibrio nella zona subito sotto il gradino più alto del podio.

Vediamo squadra per squadra come sarà lanciata la volata da qui a maggio.

ROMA (2°- 59 punti)

COSA VA – L’ultimo quarto d’ora nella sconfitta contro il Napoli ha mostrato a Spalletti che la squadra lo segue alla perfezione, ma con la difesa a tre. Il rush finale ha escluso problemi di condizione nella rosa. Nainggolan sta vivendo la migliore stagione della sua carriera e non sembra intenzionato a calare di rendimento, così come Dzeko ha trovato quella continuità che lo hanno reso uno dei migliori attaccanti in Europa. Perotti e Salah sono frecce nell’arco di Spalletti che possono fare la differenza nella difesa del secondo posto. Il gioco espresso è uno dei migliori in Italia. Infine, gli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti sorridono ai giallorossi su Napoli e Inter.

COSA NON VA – C’è da superare il momento negativo con le tre sconfitte all’Olimpico tra Villarreal, Lazio in Coppa Italia e Napoli nello scontro diretto. La squadra è col tecnico, ma ha perso la convinzione nel vecchio modulo con la difesa a quattro riproposto contro Sarri e pagato a caro prezzo. Manolas è sottotono dal punto di vista fisico, ma Vermaelen e Juan Jesus non danno garanzie per sostituirlo al meglio. Le voci sul futuro di Spalletti tra rinnovo e addio stanno minando la serenità dello spogliatoio, così come le voci di mercato sullo stesso Manolas e Strootman. Il tecnico dovrà rendere impermeabile la squadra a queste voci.

CALENDARIO – Ai giallorossi mancano quattro appuntamenti importanti sugli undici rimasti da qui alla fine del campionato, tre di questi in casa. L’Atalanta sarà un bel banco di prova, mentre il derby con la Lazio è impronosticabile. La Juve alla terz’ultima sarà lo spartiacque per il reale obiettivo di classifica. Peseranno sulla volata il cammino in Europa League e il derby di ritorno in Coppa Italia.

NAPOLI (3° – 57 punti)

COSA VA – Il gioco di Sarri è riconosciuto a livello europeo per qualità ed efficacia. Continuerà a essere il valore aggiunto per la volata in campionato. Le prestazioni di Insigne e Mertens contro la Roma hanno mostrato uno step in più nella crescita mentale dei singoli, ma a sorpresa potrebbe essere Rog l’arma in più del tecnico. Il croato è fresco e ha voglia di dimostrare di essere stato un investimento giusto e se Sarri lo ha lanciato in un big match così importante, vuol dire che l’ha preparato nel modo giusto per stupire.

COSA NON VA – La sfida contro il Real Madrid in Champions e contro la Juventus in Coppa Italia toglie energie mentali e nervose alla squadra. Molto dipenderà dagli esiti, ma la tensione tra la società e il tecnico per l’utilizzo di un numero basso di giocatori ha minato l’equilibrio. La difesa è in sofferenza e prende gol praticamente ogni partita, complicando i piani dell’attacco. I terzini, soprattutto Hysaj, sembrano essere in riserva.

CALENDARIO – Il ritorno col Real sarà attutito dalla sfida in casa col Crotone e poi dalla trasferta di Empoli, ma sarà aprile il mese chiave della stagione azzurra. Dal doppio confronto con la Juventus nel giro di tre giorni alla trasferta con la Lazio, per chiudere in casa dell’Inter. “Aprile pazzerello, porta l’ombrello” recita una vecchia filastrocca: potrebbero piovere punti o delusioni.

LAZIO (4° – 53 PUNTI)

COSA VA – Quattro vittorie nelle ultime cinque partite di campionato, più il successo nel derby contro la Roma in Coppa Italia. L’entusiasmo in casa Lazio è alle stelle e Inzaghi sembra avere tutti i giocatori chiave al massimo della forma. Immobile ha ritrovato la via del gol e Milinkovic-Savic a centrocampo sta dando qualità e quantità, e la difesa – tanto criticata in passato – ha trovato la quadratura del cerchio. In questo momento è una delle squadre più in forma del campionato.

COSA NON VA – Nonostante gli ottimi risultati, la squadra di Inzaghi non ha ancora compiuto il salto di qualità a livello mentale. La dimostrazione arriva dagli scontri diretti che la Lazio in stagione ha sempre mancato in campionato. I centrali difensivi contro grandi avversari vanno in difficoltà. Un punto importante sarà la gestione turbolenta di Keita, per ora arginata bene dal tecnico ma che con l’aumentare della tensione potrebbe diventare un problema.

CALENDARIO – Se il rendimento sarà costante anche nella doppia trasferta tra Cagliari e Sassuolo, il bivio stagionale sarà il nove aprile contro il Napoli all’Olimpico. L’occasione per fare quel salto di qualità nei big match che ha scalfito una stagione esaltante che poteva essere magica. Derby e Inter alla penultima gli altri appuntamenti chiave.

ATALANTA (5° – 52 PUNTI)

COSA VA – La squadra gioca un calcio spumeggiante ed efficace, con la spensieratezza di chi sta vivendo un sogno e senza pressioni. La strana coppia Gomez-Petagna funziona alla grande, così come il rendimento dei giovani come Conti, Caldara e Spinazzola è da gente con anni di esperienza in Serie A. La difesa resta un punto di forza per Gasperini.

COSA NON VA – L’eccessivo entusiasmo rischia di far perdere di vista l’importanza del campo, ma anche contro la Fiorentina i nerazzurri meritavano la vittoria che non è arrivata per questione di dettagli. Manca qualche gol in più da Petagna, sopperito dalla doppia cifra dei difensori.

CALENDARIO – Inter e Roma in trasferta; Juventus e Milan in casa. Questi sono i big match per gli orobici che vogliono continuare a stupire. Tolte queste sfide, le altre sono tutte abbordabili soprattutto continuando a giocare con questo piglio.

INTER (6° – 51 PUNTI)

COSA VA – Il ritorno al 4-2-3-1 sembra il metodo più sicuro per continuare la rincorsa: la difesa a 4 offre storicamente più garanzie, Perisic come trequartista esterno è pericoloso, segna e non rinuncia a coprire. La coppia Gagliardini-Kondogbia davanti alla difesa inizia a essere consolidata e il rispolverato Banega può essere un rinforzo quanto mai utile: quando gira lui gira meglio tutta la squadra. Icardi e Handanovic sono le certezze. Il discorso Champions dipenderà molto dallo scontro diretto contro il Napoli di Sarri.

COSA NON VA – Pioli dovrà essere bravo a non perdere per strada Brozovic, sacrificato a Cagliari e a recuperare un Candreva che nelle ultime settimane sembra aver esaurito la benzina: è lui, assieme ad Ansaldi sulla corsia opposta, l’anello più debole di un modulo che fino ad ora è sembrato il più logico ed è quello che ha portato più punti. Infine Pioli deve iniziare a vincere gli scontri diretti, il suo tallone d’Achille fino ad ora, mettendo da parte gli esperimenti che gli sono costati carissimo contro la Roma.

CALENDARIO – Contro le squadre di medio-bassa classifica i nerazzurri hanno dimostrato di poter essere dominanti. Il calendario sorride con gli scontri diretti tutti a San Siro. Le gare interne contro Atalanta, Napoli e Milan saranno decisive per capire se l’Inter potrà ambire alla Champions, all’Europa League o addirittura rischiare il taglio e probabilmente anche per la conferma o meno dello stesso Pioli.

MILAN (7° – 50 PUNTI)

COSA VA – Di tutte le squadre in corsa i rossoneri sono quelli con qualche problema in più in termini di gioco. Montella ha sopperito a qualche lacuna a centrocampo cementificando un gruppo che sta rendendo oltre le aspettative. A Milanello si è tornati a respirare aria europea, obiettivo minimo che il Milan non può fallire per la terza stagione consecutiva. Rigori a parte, Bacca sembra aver ritrovato il piglio dei tempi migliori come dimostrato nella doppietta contro il Chievo e l’impatto di Deulofeu con il nuovo campionato è stato buono. La solidità difensiva da Donnarumma alla coppia Romagnoli-Zapata lasciano ben sperare Montella, così come il “nuovo” Sosa.

COSA NON VA – La coperta, soprattutto a centrocampo, è corta e la qualità è quella che è, soprattutto se paragonata a diverse concorrenti dirette. La manovra rossonera dipende molto dalla giornata di Suso o dalla giocata del singolo e dalle parti di Donnarumma gli avversari arrivano ancora con troppa facilità. Alcuni elementi chiave della mediana come Locatelli, Kucka e Pasalic stanno rifiatando e l’assenza di un elemento imprevedibile come Bonaventura si sente parecchio.

CALENDARIO – Il Milan rispetto alle avversarie ha un calendario discretamente buono sulla carta. Le ultime quattro della classe, Empoli, Pescara, Crotone e Palermo, sono ancora tutte da affrontare. Il derby fa storia a sé, mentre lo scontro diretto con la Roma si giocherà a San Siro e potrebbe risultare decisivo se i rossoneri riusciranno a non cedere punti in partite più alla portata. Atalanta-Milan alla terz’ultima è da cerchiolino rosso sul calendario.

FONTEsportmediaset.mediaset.it