Non sarà bella, ma per tornare a vincere lo scudetto undici anni dopo serve altro. Il make up senza sbavature deve aspettare. Intanto niente trucco ma concretezza e cinismo. E soprattutto quest’Inter non è più pazza: Antonio Conte è riuscito con il lavoro a cambiare carattere e anima alla squadra, come si era prefissato all’inizio della sua avventura in nerazzurro. Lo dicono i numeri, con la striscia record di undici vittorie consecutive nelle prime undici giornate del girone di ritorno – superata la quota 10 del Milan 1989/90 di Sacchi – e il 12° successo di fila a San Siro.

Tredici i punti che mancano all’Inter per conquistare il titolo in otto giornate da disputare. “Conto alla rovescia? Dobbiamo avere il pedale sempre premuto, non possiamo fare calcoli. E non voglio farli io”, ha detto Conte nel dopo partita tirando il freno a mano dell’entusiasmo. Ma la corsa a perdifiato per esultare insieme ai giocatori, l’abbraccio e bacio ad Hakimi, testimoniano l’importanza capitale della vittoria contro il Cagliari. Un’esultanza alla… Mourinho. Ora sotto con il Napoli, domenica sera al San Paolo. Ma prima due giorni di riposo per ricaricare testa e gambe in vista dello sprint finale.

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