Ho Scelto di stare davanti alla porta

In questo libro, edito da Limina nel 2012, uno tra i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi si confessa. Coadiuvato da Marco Civoli, noto giornalista sportivo della Rai, “Sandrino” Mazzola ripercorre la sua vita, da quella sportiva a quella privata, raccontando in maniera struggente le origini del suo mito. In questo godibile racconto biografico, il giocatore nato a Torino l’otto novembre 1942, inizia col raccontare  le difficili condizioni di vita nelle quali versava la sua numerosa famiglia, e un’infanzia stravolta dalla prematura scomparsa del padre, il compianto Valentino Mazzola, resa più mite dal gioco del calcio. Infatti, ricorda affettuosamente le prime partite con tanto di emozioni al seguito, fino all’approdo nella squadra che per lui sarebbe divenuta una vera e propria ragione di vita: l’ FC Internazionale Milano.

Con la società meneghina, segue tutta la trafila fino all’insperato esordio nel 1961 nell’ultima gara di campionato contro la Juventus di Boniperti e Sivori, in cui segnerà la prima rete con la maglia che a lungo aveva inseguito. Da lì, tra mille vicissitudini arriva l’affermazione, prima in Italia con lo scudetto nel 1963, e infine in Europa, con la vittoria della Coppa dei Campioni nel 1964, che apre il ciclo della “Grande Inter”, con la quale Sandro vivrà i momenti più luminosi e il più che soddisfacente periodo nella nazionale, dove si affermerà tra i più forti. La sua carriera, costellata di vittorie viene interrotta all’età di quasi trentacinque anni nel 1977, quando al termine della stagione appende gli scarpini al chiodo in favore di una carriera dirigenziale che conoscerà due fasi: la prima dal 1977 al 1985 in cui ricorderà molti successi personali, come l’ingaggio di Eugenio Bersellini, la costruzione di “Interello” e l’importazione del calcio in paesi come la Cina e gli Emirati Arabi. Ma anche qualche rimpianto come Michel Platini, Falcao e Carlo Ancelotti.

La seconda dal 1995 al 1999, alle dipendenze di Massimo Moratti, con il quale il rapporto andrà raffreddandosi con il passare degli anni.

Oltre che a raccontare in maniera esplicita e sincera le vittorie, si concentra anche sull’aspetto delle relazioni interpersonali tra i giocatori, in mezzo ai cambiamenti che implementavano l’evoluzione del calcio. Dalla grande amicizia con il compianto Giacinto Facchetti, alla sana rivalità con Gianni Rivera del Milan, sino alle conoscenze con i grandi come Meazza, Ronaldo e molti altri. Tutti aspetti che fanno capir e quanto siano state profonde, negli anni, le trasformazioni dello sport più amato del mondo.

Lo stile usato per comporre questo libro è facilmente accessibile a chiunque, anche per i non addetti ai lavori, che potrebbero così conoscere un interessante prospettiva di un mondo, spesso (a ragione) criticato, ma di cui ci si dimentica i molteplici lati positivi, che gli stessi autori tendono più volte, nel corso della narrazione a sottolineare.