Esclusiva – Alessandro Scanziani: Stramaccioni bravo ma inesperto, Cassano inadatto e su Zenga… Kovacic: un fenomeno.

Quante volte vi sarà capitato di osservare il calcio odierno e di non riconoscerlo più ?
E quante volte, in quelle circostanze, avete inevitabilmente spedito la vostra mente al calcio di ieri, quello di novantesimo minuto alla radio, quello che, le partite erano tutte di domenica ed, una volta terminate bisognava attendere la settimana successiva.
Per ricordare ancora meglio quel periodo e per farci raccontare quella che fu la sua Inter, noi di Bauscia.it, abbiamo intervistano per voi, Alessandro Scanziani, ex mezzala nerazzurra dal 1977 al 1979:

scanziani-2Buongiorno Signor Scanziani,  lei ha militato nell’Inter per due campionati (77/78 e 78/79), era l’Inter di Fraizzoli presidente e Bersellini allenatore, ci racconti un po quella squadra e come mai secondo lei non riuscì subito a vincere?
Era una bella squadra con tanti  buoni giocatori ma era un’Inter in costruzione,non eravamo ancora pronti ed al livello di chi ci precedeva in classifica. Era il primo anno di Mazzola dirigente, anche il direttore sportivo, Beltrami, era appena arrivato, c’era un giusto mix di giovani e meno giovani, Facchetti era l’unico rimasto della “grande Inter“, arrivò anche Beccalossi dal Brescia e ci si apprestava a formare quella squadra che poi di li a poco avrebbe vinto il campionato

Ha dei ricordi legati a quegli anni ? avvenimenti che ricorda con piacere ed altri che invece le hanno lasciato l’amaro in bocca.
iniziamo subito con quelli un pochino più amari, sicuramente il primo derby, perdemmo 3 ad 1 ma dominammo per tutta la gara. Sono consapevole del fatto che se qualche milanista dovesse leggere questa intervista, potrebbe pensare che sono un suonato, ma se è vero che il risultato parla chiaro, è altrettanto vero che dominammo noi. L’altro evento che ricordo con rammarico è legato sempre ad un derby, questa volta dell’anno successivo, Altobelli fa il 2 a 1 al ’80, stavo assaporando la vittoria ma poi De Vecchi al ’90 ci fa 2 a 2.
Per fortuna però ci sono anche ricordi piacevoli, su tutti, il trionfo in Coppa Italia che fu per me il primo trofeo della carriera e poi mi fa piacere ricordare quel gol in rovesciata a Roma, su assist di Bini.”

Ha potuto giocare con calciatori del calibro di Facchetti, che ricordo ha di quel grande campione ?
Non ricordo una cosa in particolare di Giacinto, piuttosto, l’atteggiamento che aveva ogni giorno, una gran persona, non ho nella mente, una sola volta in cui abbia rimproverato un compagno, sempre pronto ad incitare, sempre vicino ai più giovani. Lui era il “grande Facchetti“, avrebbe potuto far valere questa cosa all’interno dello spogliatoio ed invece non lo ha mai fatto. Di Giacinto ricordo la sua riservatezza, quei lunghissimi ritiri che si facevano una volta, dal Venerdì al Lunedì, è rimasto sempre lo stesso, riservato e silenzioso.

scanziani-4Passiamo all’Inter attuale, quella in corso è una stagione condita da un numero spaventoso di infortuni, come mai secondo lei ? La causa può essere imputabile alla metodologia dell’allenatore e del suo staff ?
E’ difficile spiegare come mai in una squadra possano esserci tanti infortuni, non credo che sia colpa dell’allenatore, al giorno d’oggi sono preparatissimi in merito, ogni giocatore ha schede d’allenamento personalizzate che garantiscono il miglior risultato possibile, prevenendo gli infortuni.
Se proprio bisogna trovare un motivo, andrei a ricercarlo altrove, secondo me un atleta va preso in considerazione nella sua totalità e per questo motivo ti dico che nel valutare gli infortuni di un giocatore, non si può non prendere in considerazione l’aspetto dello stress psicologico. Il fatto di non riuscire a concorrere per gli obbiettivi che ad inizio anno si erano prefissati, può comportare nel giocatore (che alla fine rimane una persona) uno stress che lo carica negativamente e che può indurlo più facilmente all’infortunio. Facci caso, nelle squadre che vincono spesso, ci sono sempre meno infortuni.

Che idea si è fatto di Stramaccioni, lo reputa adatto ad una panchina calda come quella nerazzura ?
Faccio una piccola premessa, all’Inter sono riusciti a vincere solamente grandissimi allenatori dalla forte personalità. Andando indietro nel tempo possiamo citare Herrera o Trapattoni, tornando ai giorni nostri, Mancini e Mourinho, insomma tutta gente con un carisma particolare.
Detto questo, reputo Stramaccioni un buon allenatore ma probabilmente non ancora pronto per un compito di tale prestigio, lo spogliatoio è un ambiente particolare e spesso (non sempre) i calciatori sono portati ad ascoltarti più volentieri se in passato sei stato un gran giocatore o se hai trascorsi da grande allenatore. Attualmente, queste sono due peculiarità che a Stramaccioni mancano, magari in futuro sarà diverso.

Come vedrebbe Walter Zenga alla guida tecnica dell’Inter ?
Ecco, Walter ha quella personalità di cui parlavo prima, sa come ci si comporta in uno spogliatoio ed inoltre ha fatto tanta esperienza all’estero. 

Quale tecnico considera perfettamente adatto all’Inter ?
“senza dubbio, Mazzarri. Parliamo di un mister che nella sua lunga carriera non è mai stato esonerato e questo, in un paese come l’Italia, è sinonimo di qualità, lo definirei quasi un miracolo. A Napoli ha dimostrato di avere la personalità giusta per gestire un grande gruppo. 

Spesso però, anche Mazzarri non è stato risparmiato dalla stampa che lo accusa di essere un allenatore “monomodulo”, troppo affezionato a quel 3-5-2. Lei cosa pensa a riguardo ?
In italia siamo esasperatamente legati all’aspetto tattico, secondo me invece, deve essere solamente uno dei fattori da prendere in considerazione, al pari degli altri che possono determinare l’andamento di una partita. Se guardi il campionato inglese, ti rendi conto di come tutti, giochino quasi allo stesso modo. Semplicemente vincono perchè corrono di più.
Detto sinceramente, preferisco i “monomodulo” a chi invece cambia continuamente sistema di gioco senza mai trovare il bandolo della matassa.

Come giudica il rendimento di Guarin, come mai secondo lei, il giocatore colombiano tocca picchi altissimi per poi precipitare inesorabilmente in prestazioni non degne alla sua classe ?
Guarin è senza dubbio un grandissimo giocatore, credo sia uno dei pochi calciatori del centrocampo nerazzurro, in grado di interpretare il gioco moderno. Nonostante lui si senta una mezzala, può occupare tutti i ruoli del centrocampo, forse ritorniamo al discorso di prima, potrebbe essere semplicemente che gli manchi qualcuno che riesca a farglielo entrare nella testa, qualcuno che lo faccia sentire importante, nonostante lo impieghi in un ruolo che non sente propriamente suo. Vedi, quando giocavo io, capitava anche a me che qualche allenatore arretrasse il mio raggio d’azione, magari facendomi giocare come terzino, in quei frangenti mi sentivo deprezzato, non capivo perchè non potessi giocare nel mio ruolo naturale. E’ per questo che ritengo sia fondamentale parlare con i giocatori e farli sentire importanti, sempre.

Cosa pensa invece di kovacic, dove lo collocherebbe nel futuro centrocampo dell’Inter?
Kovacic è indubbiamente un grandissimo talento, a soli 18 anni, senza conoscere una parola di italiano, è venuto qui ed ha preso l’intera squadra per mano, questa è roba da fenomeni. Ovviamente non bisogna caricarlo di troppe pressioni ma credo che l’Inter faccia bene a costruire la squadra intorno a lui.
Per quanto riguarda la sua posizione in campo, posso risponderti che sono assolutamente contrario alla specializzazione dei ruoli, i giocatori moderni come lui possono occupare qualsiasi posizione, certo tutto dipende dal come si struttura una squadra ma questo ragazzo ha sia le doti per giocare davanti alla difesa che per farlo dietro la punta. Vede bene il gioco ed ha una buona sensibilità di calcio, inoltre quando parte palla al piede, non lo fermi facilmente.

A proposito di calcio moderno, pensa sia possibile attuarlo all’Inter con giocatori come Cassano ?
Cassano è un gran giocatore, bravissimo nel servire il compagno nello spazio ma credo non abbia le doti atletiche per interpretare al meglio il calcio d’oggi, è rarissimo vederlo tornare in difesa in aiuto dei compagni e questa cosa, a lungo andare, crea squilibri difficilmente colmabili.

Ringraziamo il Signor Alessandro Scanziani per l’esemplare disponibilità avuta.

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