Sarri querelato… ma dalla DC!

Alla fine quanto temuto dal Napoli è realmente accaduto: la querelle fra il tecnico partenopeo Maurizio Sarri e quello dell’Inter, Roberto Mancini nel quarto di finale di Coppa Italia, finirà in un’aula di Tribunale. La sorpresa è però che questo è avvenuto non per gli insulti omofobi rivolti all’allenatore jesino, quanto invece, paradossalmente, per il suo successivo tentativo di chiarimento.

“Ho detto la prima offesa che mi è venuta in mente, – aveva provato a difendersi l’allenatore azzurro – gli avrei potuto dire sei un democristiano”. Parole che non sono per niente piaciute alla Democrazia Cristiana, che oggi, secondo quanto riferisce ‘La Gazzetta dello Sport’, ha così voluto presentare al Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, una denuncia-querela nei confronti dell’allenatore partenopeo.

 

In base a quanto spiegato da alcuni esponenti dello storico partito, “non vi è dubbio che il comportamento di Sarri abbia di fatto leso l’appartenenza a colori i quali si riconoscono nella Democrazia Cristiana, oltre che a tutti i cittadini che comunque ne riconoscono la valenza sociale, politica e culturale”. 

Da cui la decisione di portare il cinquantasettenne, squalificato per 2 turni dal Giudice sportivo, in Tribunale. La querela porta la firma di Alberto Alessi, segretario nazionale della Democrazia Cristiana Nuova, nonché ex deputato DC e figlio di Giuseppe Alessi, primo presidente della Regione Sicilia e tra i fondatori dello storico partito e del suo simbolo.