San Siro, grande gelo tra Inter e Milan: tra Zhang e Li nemmeno un saluto

Sono numeri da anni ‘80, quando ogni partita di Serie A riempiva gli stadi. San Siro sta vivendo un’estate degna di quei tempi senza vuoti sulle gradinate. Inter e Milan si divertono a sottolineare questi dati incoraggianti con messaggi e annunci, aspetto curioso di una rivalità più spigolosa sotto altri punti di vista. Due giorni fa l’Inter ha comunicato di essere a quota 42mila spettatori per la sfida di domenica a pranzo con la Spal. Ieri pomeriggio i tifosi, tra abbonati e paganti, erano già diventati 50mila che potrebbero salire a 55mila nei prossimi tre giorni. Da quattro anni l’Inter non comunica il dato relativo agli abbonamenti, ma i fedelissimi con la tessera – circa 30mila – sono già aumentati rispetto alla scorsa stagione. Il Milan ha addirittura polverizzato gli ultimi riferimenti: gli abbonamenti venduti sono circa 31mila, ben 14mila in più rispetto alla stagione scorsa. Un risultato che conferma la tendenza avviata dai 67mila presenti a inizio agosto per il ritorno del preliminare di Europa League con il Craiova e proseguita nelle serate con Shkendija e Cagliari (adesso il club rossonero spera di vedere lo stesso effetto sui mini-abbonamenti Europa League in vendita dopo metà settembre). Il popolo del Diavolo è rivitalizzato dal mercato da quasi 240 milioni di euro. L’affluenza invece non era mai crollata in casa Inter: la percentuale di riempimento è sempre rimasta una delle più alte del campionato.

I due club milanesi così trovano un punto in comune nei rispettivi incrementi ai botteghini. Per un attimo possono restare sullo sfondo gli altri attriti: lo scarso feeling tra proprietà (finora nessun saluto tra famiglia Zhang e Yonghong Li), l’insofferenza per alcune osservazioni su conti e debiti, le conseguenze di un passaggio di dirigenti da una sponda all’altra dei Navigli. Tra questi motivi di freddezza c’è anche la gestione dello stadio. L’Inter è pronta da tempo con un piano di ammodernamento che prevede di trasformare il terzo anello (bar, ristoranti e negozi al posto delle gradinate) e ampliare l’area ospitalità sfruttando l’ex Trotto. Il Milan non ha ancora chiarito la sua posizione a causa della lunga transizione societaria che impedisce ancora di presentare un piano definito sul dossier San Siro. Dopo gli incontri sui lavori necessari per la finale di Champions League 2016, il tavolo tecnico sullo stadio tra Inter e Milan non si è più riunito.

Nerazzurri e Comune spingono sull’acceleratore. Il sindaco Sala vuole che il dialogo riparta. E ha intenzione di convocare le parti entro fine settembre. Dopo la trasferta del primo cittadino a Lima per la sessione olimpica in programma settimana prossima, verrà il momento di organizzare un incontro a Palazzo Marino con i due ad Antonello e Fassone. Poi, definite le linee guida, toccherà ai dirigenti delegati alla questione stadio entrare nei dettagli tecnici. San Siro è sempre più pieno, ora dovrà diventare anche più accogliente ed europeo. Nell’attesa, l’entusiasmo ritrovato della città sta spingendo la Figc a scegliere proprio Milano per lo spareggio di novembre che vale l’accesso al Mondiale. È un’ipotesi, ma al momento è la più accreditata. Finora nelle partite più delicate la Nazionale si era rifugiata a Palermo, per non correre il rischio di giocare in uno stadio mezzo vuoto, e, dopo la gara con la Croazia nel 2014, negli ultimi tre anni al ‘Meazza’ si è giocata solo l’amichevole contro la Germania, un anno fa. Adesso è tornato l’effetto San Siro e gli azzurri possono provarea sfruttarlo.