San Siro, città e vetta: l’Inter prende tutto

L’Inter si aggiudica il 163° Derby della Madonnina della Serie A, superando di misura il Milan per 1-0 grazie a una prodezza di Guarin. Per i nerazzurri di Mancini, solitari al comando della classifica, è la terza vittoria su tre gare giocate.

La squadra di Mancini soffre ad inizio gara, viene salvata da Handanovic, sfiora il vantaggio prima del riposo con Icardi, ma al 13’ della ripresa il sinistro chirurgico di Guarin vale i tre punti, nonostante la sofferenza finale (palo di Balotelli). Vittoria meritata per l’Inter che specialmente nella seconda ripresa ha fatto molto di più rispetto ad un Milan che dimostra di essere ancora un cantiere aperto.

La squadra di Mihajlovic subisce la seconda sconfitta in tre gare e già sabato in casa contro il Palermo non potrà sbagliare. L’ultimo 1 a 0 in favore dell’Inter, con i neroazzurri padroni di casa, risaliva al 22 dicembre 2013, quando fu Palacio in quell’occasione a regalare i tre punti.

ICARDI VS BACCA – Roberto Mancini, che deve fare a meno di Miranda infortunatosi in nazionale, decide di optare per Medel difensore centrale con Ranocchia che parte dalla panchina. Confermato il 4-3-3 della vigilia con Guarin, Felipe Melo e Kondogbia in mediana, mentre Jovetic e Perisic (esordio in neroazzurro) supportano Icardi in attacco.

Dall’altra parte Mihajlovic, alle prese con diversi infortuni, risponde con il classico 4-3-1-2, ma non mancano due sorprese nella formazione iniziale. In cabina di regia spazio a Montolivo (Bonaventura e Kucka ai suoi fianchi) che vince il ballottaggio con De Jong, mentre nel ruolo di trequartista gioca Honda. In attacco confermata la coppia Luiz Adriano e Bacca, con l’ex Balotelli che parte dalla panchina.

MEGLIO IL MILAN, LUIZ ADRIANO SPRECA – Derby che inizia subito a ritmi altissimi. Non passano nemmeno 3’ e Luiz Adriano si divora il possibile vantaggio. Murillo perde palla malamente, Bacca ne approfitta e serve in profondità Luiz Adriano, che a tu per tu con Handanovic si fa ipnotizzare. L’Inter non ci sta e risponde subito con un destro da fuori area di Jovetic con la sfera che termina fuori di un soffio. Il match è divertente, il Milan sembra poter approfittare degli errori in difesa dell’Inter, ma Luiz Adriano spreca due ghiotte occasioni non inquadrando lo specchio della porta.

MATCH EQUILIBRATO, DIEGO LOPEZ SALVA IL MILAN – Le due squadre non si risparmiano, lottano su tutti i palloni ed il match è aperto ad ogni risultato. Alla mezzora botta e risposta fra le due squadre. Prima ci prova Guarin con un destro dall’interno dell’area murato in angolo dalla difesa rossonera, poi risponde Honda con un sinistro dal limite che viene bloccato da Handanovic. Prima del riposo l’Inter alza il baricentro e va vicina al vantaggio, prima con un missile di Jovetic che sfiora il palo, poi proprio negli ultimi secondi, Icardi servito dal montenegrino, calcia a botta sicura da pochi metri, trovando la strepitosa risposta di Diego Lopez che salva il risultato.

LA SBLOCCA GUARIN – La ripresa si apre con l’Inter che parte meglio di un Milan che sembra più timoroso. Diego Lopez rischia grosso sbagliando un rinvio con Jovetic che non ne approfitta, ma poi sale in cattedra Guarin. Il colombiano al 55’ schiaccia di testa da ottima posizione con Diego Lopez che devia in angolo, ma tre minuti dopo (58’) l’Inter passa avanti. Sinistro chirurgico di Guarin dalla distanza, con la palla che si infila alla destra di Diego Lopez.

ASSALTO MILAN, INTER CHE TIENE – Mihajlovic prova a giocarsi la carta Balotelli per Bacca (mossa un po’ a sorpresa), mentre Mancini risponde con l’ingresso di Palacio che prende il posto di Jovetic. Il Milan prova il tutto per tutto, con l’Inter che prova a colpire in contropiede, anche se al 78’ Balotelli, dal limite lascia partire un destro con la palla che si stampa sul palo. Nel finale, Mihajlovic inserisce anche Cerci per uno spento Honda, ma a parte una conclusione di Balotelli su punizione deviata in angolo da Handanovic, la squadra di Mancini (che passa alla difesa a cinque) mantiene il vantaggio fino al triplice fischio finale.

Derby