San Siro mezzo vuoto: freddo o non tifo?

Dal mese di ottobre fino alla pausa natalizia l’Inter ha giocato in Campionato ben sette posticipi serali, (Milan, Sampdoria, Juventus, Atalanta, Napoli, Lazio, Parma) e da gennaio a marzo, spetteranno ai nerazzurri altri sette match serali, di cui tre già disputati, (Pescara, Roma, Torino) e quattro da disputare (Chievo, Fiorentina, Milan, Bologna), per un totale di 14 partite su 23, e tutto ciò, proprio nei mesi più freddi dell’anno. Passi per le partite contro Milan, Juventus e Napoli, i cosiddetti big match, passino anche le partita di Parma, vista l’eccezionalità del caso, (la partita e’ andata in scena di lunedì, data la trasferta di Kazan in Europa League del giovedì precedente) e quella contro la Sampdoria, che trattandosi di turno infrasettimanale vedeva impegnate tutte le squadre alla stessa ora: “Ma le altre?” Atalanta-Inter ed Inter-Torino sarebbero partite da notturna? E per di più di domenica? E poi l’obiettivo sarebbe quello di riempire gli stadi? Una domanda sorge spontanea: Qual’e’ il criterio di valutazione nella scelta del calendaio?

Arriviamo a ieri sera. Stadio San Siro ore 20.45, Inter vs Torino, a Milano si registra una temperatura pari allo 0°, risultato? Spalti semi vuoti, un po’ per il freddo, un po’ per la squadra avversaria che, con tutto il rispetto per i granata, non richiama grande entusiasmo nel capoluogo lombardo. Vedere una cosa del genere, lascia riflettere. Non è possibile che San Siro sia quasi deserto per una partita di campionato. Stiamo parlando di uno degli impianti più popolari al mondo e con l’Inter in piena corsa per un posto in Champions.

Io non so cosa darei per stare seduta lì, su quel seggiolino rosso, arancio, verde o blu che sia, per stare vicino alla mia squadra,  fa male vedere lo stadio mezzo vuoto e sentire il rimbombo dei fischi a fine gara. Per fortuna sono solo pochi facinorosi, ai quali consiglio vivamente di guardare la partita da casa, in quanto allo stadio si va per sostenere e non per fisciare.