Roma-Inter mostra le rughe impietose di Zanetti e Milito

Nell’Era di Calciopoli e post-Calciopoli, Roma-Inter era il top del calcio italiano. I nerazzurri dominavano la scena, i giallorossi hanno svolto egregiamente il ruolo di sparring-partner e, a volte, anche molto di più: le squadra di Mancini, e poi quella di Mourinho, se lo sono sempre dovuto sudare uno Scudetto che, alla vigilia, veniva loro assegnato di default. Invece, Spalletti (Ranieri nel 2010) e i suoi ragazzi hanno colmato il gap con l’entusiasmo, ma anche con la tecnica e la classe di alcuni intramontabili campioni (ovviamente Totti su tutti).

Curioso come a pochi anni di distanza la situazione si sia completamente ribaltata. E se il capitano giallorosso è ancora là a tirare la volata, i totem nerazzurri invece annaspano nelle retrovie come gregari qualsiasi. Zanetti e Cambiasso erano le colonne dell’Inter manciniana che per due volte soffiò lo Scudetto ai giallorossi (tra l’altro non senza polemiche), Milito è stato semplicemente l’uomo del ‘Triplete’ del 2010, quando ancora una volta i nerazzurri si piazzarono davanti ai capitolini. Il goal-Scudetto del 2008 lo mise a segno proprio il capitano nerazzurro, nella sfida diretta a San Siro, sotto la Nord, come fosse un segno del destino…

Nell’Inter che scenderà in campo all’Olimpico, Zanetti e Milito si dovranno probabilmente accontentare della panchina, mentre contro il Cagliari Mazzarri ha addirittura preferito Kuzmanovic a Cambiasso. Dopo la debacle di Udine in Coppa Italia, invece, il capitano non ha più visto il campo. Dopo la brutta prova di domenica scorsa, e la buona prestazione del subentrato Icardi, Milito potrebbe non vederlo più per un po’. L’Inter, in pratica, sta ammainando le ultime bandiere.

Dall’altra parte, invece, Garcia vorrebbe sventolarle ancora a lungo, ma non gli è consentito. Totti, infatti, è ancora il ‘core’ della Roma e non solo un ‘feticcio’ da mostrare. E’ molto di più di un ‘semplice uomo-spogliatoio. E mentre lui gioca, si diverte e non molla il suo ruolo guida all’interno della squadra, dall’altra parte Zanetti è ingolosito dall’offerta del Chelsea, Milito valuta il ritorno a casa e a Cambiasso viene proposto un ‘rinnovino’ a cifre dimezzate. Come dicevamo qualche editoriale fa, nel calcio non si vive di (sola) riconoscenza e, forse, è anche giusto così. Gli eroi nerazzurri rimarranno nella memoria, ma oggi, quest’Inter, non può vivere di ricordi.

Fonte: goal.com