Roeslani e quel debito di 200 milioni: ricadrà sull’Inter?

Lo scorso 12 gennaio, il quotidiano inglese “Telegraph” ha ripreso un’inchiesta condotta dal giornalista inglese Alistair Osborne che ha portato alla luce un’interessante vicenda legale tra l’Asia Resource Minerals, conosciuta come “Bumi”, una delle principali società di estrazione di minerali asiatiche, ed uno dei nuovi azionisti dell’Inter, dell’indonesiano Rosan Roeslani.

Roeslani è un uomo d’affari a capo di un fondo di investimento indonesiano, nominato Recapital, con focus su diversi settori inclusi quello bancario e finanziario, delle infrastrutture, immobiliare e turistico. Secondo quanto riportato, la causa che interessa Roeslani e Bumi potrebbe portare addirittura alla modifica del pacchetto di maggioranza dell’Inter.

Ricostruiamo in sintesi cosa è successo. Roeslani, all’epoca a capo di Berau Coal, produttore indonesiano di carbone e controllata di Bumi all’85%, è stato accusato di aver generato un ammanco di 201 milioni di dollari nella società. Nello scorso mese di giugno, l’indonesiano avrebbe accettato di restituire entro il 26 dicembre, a titolo di risarcimento del danno, i fondi incriminati per 173 milioni di dollari. Il pagamento della prima rata di questo risarcimento (30 milioni di dollari) era previsto il 26 di settembre: scadenza non rispettata.

Nel mese di ottobre, la International Sports Capital (ISC), società veicolo guidata dal magnate indonesiano dei media Erick Thohir e da altri due soci indonesiani, Handy Soetedjo e Rosan Roeslani appunto, acquisisce il 70% dell’Inter FC dalla famiglia Moratti versando 75 milioni di euro e accollandosi circa 200 milioni di euro di debito. Roeslani si divide con Soetedjo il 40% della International Sports Capital, mentre il 60% è nelle mani di Erik Thohir.

Il 26 dicembre, Roeslani non rispetta la scadenza per la restituzione dei 173 milioni di dollari pattuiti a giugno e lo studio legale MacFarlanes, che agisce per conto di Bumi, inizia ad indagare sull’acquisizione dell’Inter.

Secondo quando riportato dal Telegraph, MacFarlanes sta anche esaminando le connessioni aziendali chiave di Roeslani risalenti all’acquisizione di Berau nel 2009. A quel tempo, Soetedjo deteneva il 20% della holding di Berau, mentre il fratello del signor Thohir, Garibaldi Thohir, una quota del 15%. Attualmente non esiste alcuna prova che questa intricata rete di partecipazioni dei soci dell’Inter sia connessa con i fondi mancanti da Berau.

Allora perché lo studio legale MacFarlanes ha deciso di puntare la sua lente d’ingrandimento sull’Inter e non sulle altre attività e beni dell’uomo d’affari indonesiano? La ragione principale sembra essere quella per cui è più facile per il gruppo Bumi, società quotata alla borsa di Londra, rivalersi sulle proprietà di Roeslani in Europa piuttosto che su quelle in Asia o negli Stati Uniti (ad esempio la squadra di soccer DC United).

In uno scenario per ora solo potenziale, Bumi potrebbe ottenere una partecipazione nella società neroazzurra come risarcimento della cifra dovuta da Roeslani. Purtroppo però, quanto abbia investito Roeslani nella ISC e nell’Inter è ancora poco chiaro: sappiamo solo che insieme a Soetedjo partecipa al 40% nella ISC che controlla il 70% dell’Inter. Ipotizzando quindi che Roeslani detenga il 20% della ISC, l’impatto sarebbe sul 14% delle azioni dell’Inter, per un valore stimato tra 50 e 60 milioni di euro.

La vicenda è destinata ad avere ulteriori sviluppi. Intanto la società Inter, ha dichiarato l’estraneità di Thoir rispetto alla situazione di Roeslani, non rilasciando ulteriori commenti a riguardo.

Fonte: goal.com