Rifondazione centrocampo: via Guarin e Taider, tutto su Medel e Rabiot

Gary Medel
Gary Medel

Chiamatela rivoluzione francese. Almeno, è quello che si augura di poter realizzare l’Inter del d.t. Piero Ausilio. Perché fatto Yann M’Vila dopo un tira e molla estenuante con il Rubin, il restyling a centrocampo programmato con Mazzarri e Thohir già dalle riunioni di inizio mercato non è ancora finito. E potrebbe ancora parlare francese. Non solo, naturalmente.

Perché Gary Medel resta un obiettivo importante, in questo momento il nome principale per cui si sta lavorando sulla chiusura: la missione in Inghilterra c’è stata, è ancora in corso, al lavoro l’intermediario italiano dell’operazione e l’agente di Medel per convincere il Cardiff ad abbassare le pretese (attorno ai 10 milioni) e ragionare sulle cifre che propone l’Inter (6-7 milioni), forte di un accordo con il giocatore. Nelle idee della società, si può stringere e provare a chiudere già settimana prossima: sensazioni positive dagli ultimi spifferi delle riunioni londinesi con il Cardiff, Medel non vede l’ora di vestire nerazzurro.

Ma il francese – insieme a M’Vila – potrebbe parlarlo a Milano anche Adrien Rabiot. Un altro nome della rivoluzione in mediana predisposta dall’Inter. Che a differenza dell’operazione Medel e dell’affare M’Vila, in questo caso non ha ancora l’ok del giocatore. Un passaggio importante e determinante, perché Rabiot è in scadenza nel 2015 con il Paris Saint-Germain e ha già corteggiamenti serissimi – tra cui quello della Juventus, ma non solo – per trasferirsi a zero dal prossimo anno. Uno scenario possibile, che l’Inter vorrebbe evitare offrendo garanzie tecniche, spazio immediato e visibilità a Rabiot prendendolo immediatamente dal PSG.

In questi giorni, il pressing nerazzurro con l’entourage di Rabiot è diventato asfissiante: proposta di un progetto tecnico, ingaggio al rialzo tra parte fissa e bonus, contratto di cinque anni, spiegazione del modello americano pensato da Thohir che vuole lanciare giovani di talento proprio come Adrien. C’è ancora tempo e modo di manovrare l’affare, ma convincere Rabiot non è facilissimo. Anche perché la Juve lo affascina, l’estero può chiamare ancora e fretta il ragazzo non ne ha.

L’Inter però resta fortemente interessata a lui e non mollerà finché potrà. Ovvero, finché avrà speranza di liberare due caselle in mezzo al campo. Perché nei piani della rivoluzione a centrocampo c’è di cedere Fredy Guarin e Saphir Taider, in lista d’uscita da settimane. All’agente del colombiano è stata ribadita la volontà di liberare Guarin, che da parte sua continua a pretendere acquirenti di livello che offrano oltre 3 milioni almeno fino al 2017. Tutt’altro che facile.

Più richieste invece per Taider, tra Italia, Turchia, Russia, Inghilterra. L’idea di piazzarli e reinvestire prima su Medel (a prescindere) e poi su Rabiot (sarebbe la classica ‘ciliegina’) resta in piedi. Senza dimenticare il jolly, Roberto Pereyra: el Tucuman rientra nelle richieste esplicite di Mazzarri. Un giocatore di dinamismo, quantità, qualità, concretezza che sarebbe utile da laterale mancino, seconda punta o mezz’ala all’occorrenza. Un uomo ‘alla Mazzarri’, che nel suo calcio sarebbe perfetto.

Il problema è uno, non da poco: l’Udinese non ha fretta di vendere, perché la Juventus resta sul giocatore e non è l’unica. E soprattutto, non ha fretta di cedere Pereyra alle condizioni proposte dall’Inter di un prestito biennale con riscatto e pagamento in più anni. Serviranno tempo e pazienza, come per l’attaccante. Ma la nuova Inter si sta facendo e si completerà. A cominciare dalla rivoluzione francese.

Fonte: goal.com