Ricky Alvarez, l’inamovibile.

In poco più di un mese e mezzo è passato da oggetto misterioso a punto fermo della compagine neroazzurra; la metamorfosi di Ricky Alvarez appare evidente già analizzando i numeri della stagione attuale.

L’argentino, nel campionato in corso ha collezionato due reti e oltre 570 minuti in sette giornate di campionato, con una media di circa 82 minuti giocati per match.

Numeri da inamovibile, che spiegano l’evoluzione di un giocatore che nelle due precedenti stagioni aveva accumulato un totale di appena 2.347 minuti, una ventina di presenze a campionato (la maggior parte delle quali da subentrante per brevi spezzoni di partita) e sette gol complessivi.

 

Le prime avvisaglie del cambiamento si erano già evidenziate nelle ultime giornate della scorsa stagione quando, per questioni di forza maggiore si era trovato a guidare l’attacco neroazzurro con Tommaso Rocchi. In quelle occasioni (vedi doppietta in Inter-Atalanta del 7 Aprile 2013) aveva saltuariamente messo in luce il suo talento, da tutti sempre riconosciuto ma mai espresso pienamente e con continuità.

 

La stagione in corso ha segnato la svolta. L’argentino, grazie alla fiducia di Mazzarri che lo ha fatto sentire importante fin da subito e lo ha inserito all’interno di un contesto tattico differente che gli garantisce ampia libertà di movimento, ha dimostrato a pieno le sue qualità;  funambolo spesso inarrestabile, piede vellutato, in grado di saltare l’uomo in ogni situazione, quasi sempre imprevedibile nell’uno contro uno. A queste indiscusse doti tecniche si aggiunge una condizione fisica che lo ha reso pedina irrinunciabile nell’undici neroazzurro.

Anche nella sconfitta di San Siro con la Roma, Alvarez è apparso il più in forma e il più pericoloso dei suoi, l’unico in grado di creare qualche apprensione alla difesa giallorossa.

Le premesse sono senza dubbio positive; in un parco attaccanti che, al di là dell’inamovibile Palacio,  presenta ancora alcuni punti di domanda derivanti dalle condizioni fisiche di Milito e dall’affidabilità dei giovani Icardi e Belfodil,  Alvarez può senza dubbio essere considerato un punto fermo per una squadra che sta ripartendo da zero, con un nuovo progetto e che vorrebbe stupire tutti, sulle scia di quello che sta facendo finalmente vedere il suo numero 11.