Alla ricerca di un Palacio perduto. Ecco il confronto con la scorsa stagione

Vita dura per Rodrigo Palacio, che fatica a riprendersi l’Inter come nelle ultime due stagioni. Il giocatore più decisivo sotto porta della storia recente nerazzurra, dopo Diego Milito, in pratica non è ancora sceso in campo. Prima il Mondiale, giocato fino all’ultimo e perso in finale contro la Germania, poi il ritardo nella fase di preparazione e una caviglia dolorante che faticava a tornare a posto. Oggi il Trenza, finalmente disponibile anche se ben lontano dalla condizione migliore, complice l’assenza di Osvaldo è un’assoluta necessità per Mazzarri, che altrimenti avrebbe il solo Icardi nel ruolo di attaccante. Impiego forzato, dunque, per ragion di stato anche se il suo ritorno avrebbe dovuto essere forse più graduale.

NON È LUI – Contro la Sampdoria l’argentino ha vissuto una serata storta: ben 4 palle gol nitide sprecate malamente, errori che non gli appartengono e che sono conseguenza di una condizione fisica non ottimale, unita alla sua abnegazione che lo porta a correre e a sacrificarsi per il bene della squadra. Lo stesso Mazzarri, dopo la partita, ha voluto spezzare una lancia in suo favore: “Ero contento per come venivano create le sue occasioni, con movimenti bellissimi. Rodrigo è venuto dal Mondiale con la caviglia a pezzi, ancora gli dà fastidio. Questo l’ho sempre tenuto per me. Ma quando sarà al 100% una o due occasioni su tre le sfrutterà. Poi segnare è difficile per tutti. Sono contento per come si è mosso in aiuto della squadra”. Nessun caso Palacio, dunque, nonostante faccia effetto vederlo così in difficoltà in quella che è da sempre la sua qualità migliore, il cinismo sotto rete.

NUMERI SEVERI – I numeri che lo riguardano, al momento, sono impietosi: 8 partite giocate in campionato (media di 56 minuti complessiva), 17 conclusioni di cui 8 nello specchio della porta, nessun gol, un assist e un rigore fallito contro l’Atalanta che avrebbe potuto dare la svolta alla sua stagione. Bilancio ancora più magro se paragonato alla scorsa stagione quando, dopo 8 partite, era andato a segno già 6 volte con 2 assist. La differenza la fanno il dolore alla caviglia e il ritardo con cui ha iniziato a lavorare con il gruppo. Osvaldo sta recuperando in fretta dal guaio muscolare occorsogli in nazionale e prima della sosta potrebbe persino tornare in campo, anche se è presto per sbilanciarsi. Nell’attesa, El Trenza sarà ancora chiamato agli straordinari, nella speranza che giorno dopo giorno il dolore diminuisca e la condizione atletica migliori. Perché se l’Inter finora ha convinto poco in ambito di risultati, è soprattutto per il rendimento del suo giocatore più efficace.

Fonte: fcinternews.it