Retroscena Mbaye: quella crepa con l’Inter, il chiarimento necessario e la Juve in agguato

Mi ricorda il primo Chiellini“. Da quando l’ha visto per la prima volta, se n’é innamorato. Forse, Aldo Spinelli, presidente del Livorno, non aveva tutti i torti. Perché Ibrahima Mbaye a 19 anni ha già iniziato a far parlare di sé. E non poco. Tanto che attorno a lui si sta sviluppando una situazione che farà discutere molto, nei prossimi mesi di calciomercato. Con l’Inter grande protagonista, in prima persona il direttore dell’area tecnica Piero Ausilio.

Lui per ‘Ibra’, come tutti chiamano Mbaye, ha una predilezione. Abnegazione, qualità, corsa, prestanza fisica, leadership: il ragazzo ci sa fare, Ausilio se n’é accorto da anni e lo difende a spada tratta. E’ stata sua l’idea di lasciarlo crescere in Serie A, in una piazza dove potesse giocare con continuità senza rischiare di perdere un anno nel percorso di maturazione. La scelta di un prestito al Livorno è stata semplicemente perfetta: Mbaye gioca sempre, con prestazioni spesso positive, qualche domenica da dimenticare (come normale che sia, per un ragazzino della sua età) ma nel complesso protagonista di un’avventura perfetta.

Perché Mbaye è maturato molto, l’Inter lo sa e ne gode. Ma non è l’unica ad aver notato i progressi di Ibra, fisicamente già pronto e tecnicamente in crescita esponenziale. Tanto che attorno a lui, a gennaio, si sono venute a creare più situazioni delicate. La prima squadra a chiedere informazioni per averne la comproprietà è stata il Genoa, Gian Piero Gasperini lo stima e lo apprezza, nel suo 3-4-3 sarebbe un interprete perfetto.

L’idea nasce dai colloqui per Kucka. Che poi si farà male, affare saltato sul nascere. Ma il presidente Preziosi ha provato a portare avanti l’operazione Mbaye, con la tentazione di prenderne la metà per averlo subito o al più tardi a giugno. E la risposta dell’Inter è sempre stata chiara: no, grazie. Perché per patti prestabiliti Ibrahima resta a Livorno fino all’estate. Ma soprattutto perché non ci si vuol privare di un prospetto così a livello di cartellino.

Dietro a questa posizione c’è la società, c’è Piero Ausilio, c’è la politica del presidente Thohir. E c’è anche Walter Mazzarri, già in fase di disegno per la sua Inter 2014/2015, qualora dovesse esserci ancora: Mbaye lo vedrebbe bene non solo da potenziale esterno sulle due fasce, ma anche e soprattutto da difensore di destra nella difesa a tre, pronto per crescere alle spalle di Campagnaro e con un certo Vidic affianco, scusate se è poco. Tutto chiaro, insomma. Finché non bussa qualche settimana dopo la Lazio. Vuole Mbaye fortemente, nell’operazione Hernanes.

A quel punto, la situazione cambia. Perché Mazzarri per il Profeta farebbe qualsiasi cosa. E allora via libera, si tratta Mbaye con la Lazio, addirittura l’intero cartellino. Con un problema sulla valutazione: per l’Inter non meno di 5/6 milioni, per Lotito e Tare non più della metà, ovvero 2,5 milioni. Difficile far quadrare tutto. Ancor di più quando le richieste dell’entourage di Ibrahima vengono presentate a Lotito: decisamente importanti per un ragazzo che deve ancora compiere 20 anni, eppure dietro tutto questo c’è un senso logico.

Per Mbaye, infatti, si sono mosse concretamente da tempo diverse società di grande prestigio. Top club inglesi, il Monaco e anche la Juventus. Con il ds Fabio Paratici attentissimo ai progressi di questo ragazzo come a quelli di Bardi, due desideri bianconeri non facili da realizzare proprio perché di proprietà nerazzurra. Da qui nasce l’idea che la Lazio possa non essere una primissima scelta per Mbaye, se non di fronte a una proposta economica di grosso valore.

Essendoci per il ragazzo interessamenti di club importantissimi pronti a offrirgli eventualmente contratti di alto spessore. Il nuovo problema sorge però con l’Inter. Che paga interamente Hernanes e rinuncia all’inserimento di Mbaye nell’affare. Ma quel via libera di Mazzarri e della società non è stato gradito dall’agente né dal giocatore. Perché prima ritenerlo un intoccabile e poi lasciarlo andare a cuor leggero? Poca coerenza che andrà ‘ritrattata’ con i fatti.

Per questo, l’Inter ha già in agenda un appuntamento per discutere il futuro di Mbaye. Che ha il contratto in scadenza nel 2016 e dovrà pensare presto di rinnovarlo, con le garanzie tecniche e con la spiegazione che solo l’irrinunciabilità di Hernanes ha portato a quel tipo di decisione. Ma Ibra resta nei piani del club e dell’allenatore, perché polivalente, duttile, giovane e già pronto per buone prestazioni nella massima categoria. Niente male per un ragazzo di novembre ’94, quasi un ’95 che sta dimostrando a Livorno tutto il suo valore al primo anno di Serie A.

L’appuntamento è fissato. Per chiarirsi, provare a blindare Mbaye ed evitare posizioni scomode che favoriscano un prepotente inserimento – tramite un corteggiamento diretto al giocatore – delle società inglesi, del Monaco o della stessa Juventus. Tutte interessate a Ibrahima, per adesso senza andare oltre. Ma c’è una crepa da riparare per evitare problemi. La soluzione si chiama rinnovo, come per Bardi un’estate fa. Si ricostruisce con i propri giovani, parola di Thohir. E quel ragazzo che ricorda il primo Chiellini non si può perdere, quantomeno senza averlo prima valorizzato al massimo. Incontro in agenda, chiarisca chi può.

Fonte: goal.com