Recoba si ritira: a 39 anni il Chino lascia il mondo del calcio

Alvaro Recoba ha deciso di lasciare il calcio: nel suo curriculum, 10 anni di Inter. Ha chiuso con un titolo al Nacional, che ora vuole un’amichevole coi nerazzurri.

Abbiamo imparato tutti a conoscerlo con quelle due botte mancine al Brescia, quando si prese il lusso di rubare la scena a Ronaldo nel giorno dell’esordio ufficiale del brasiliano con la maglia dell’Inter. Era il 31 agosto 1997. Una vita fa anche per Alvaro Recoba, che a 39 anni ha deciso di dire basta col calcio giocato. Stavolta per davvero.

Recoba si ritira: non è ufficiale, ma lo sarà presto. Un addio già annunciato qualche tempo fa, poi rimangiato dal Chino. C’era ancora qualcosina da giocare, del resto: come qualche campionato uruguaiano, giocato con i colori di Danubio e Nacional, i due club in cui ha iniziato e dove ha chiuso un cerchio lunghissimo. Tinto di nerazzurro, soprattutto.

10 stagioni all’Inter, con in mezzo una spruzzata di Venezia. Dove ancora lacrimano gli occhi al ricordo di quel mancino che, con Pippo Maniero, portava la squadra di Novellino dall’inferno della zona retrocessione alle porte dell’Europa. Infine, un’annata in chiaroscuro al Torino prima di svernare in Grecia e infine di tornare in patria.

Impensabile pensare a Recoba senza pensare a Massimo Moratti. Accusavano il presidente di strapagare un giocatore bravo, sì, ma discontinuo e spesso relegato in panchina dall’allenatore di turno, incapace di fidarsi appieno di un talento che giocava solo quando gli andava. Recoba poteva farti giocare in 12, altre volte ti lasciava in 10. Prendere o lasciare. L’Inter ha preso, alla fine senza rimpianti.

La testa lasciava a desiderare, ma il sinistro, ragazzi, quello sì faceva impazzire. Contano poco le nude e crude cifre, che dicono che nelle stagioni italiane Recoba ha messo assieme una sessantina e poco più di goal. Contano poco le accuse di scarsa concretezza, spesso lasciata da parte per far spazio alle giocate gigione e fini a se stesse.

Conta la balistica da cecchino su punizione e addirittura da calcio d’angolo. Contano prodezze come quella di Empoli, sempre nella prima stagione italiana: un sinistro da centrocampo, con l’Inter sotto di una rete, che impallinò il povero Roccati. Divenuto famoso, ahilui, dopo quella domenica: “Ah, è il portiere a cui il Chino ha segnato da casa sua“.

Recoba ha chiuso col botto, conquistando il campionato uruguagio con il Nacional, definitivamente assegnato al Tricolor nonostante gli incidenti scoppiati nella finale col Peñarol. Il club ha chiesto all’Inter di organizzare un’amichevole celebrativa per rendere il giusto omaggio a uno che ha segnato un’epoca. A modo suo, ma l’ha segnata.

FONTEgoal.com