Ma il problema è davvero il razzismo?

“È un sogno che ho… è un coro che sale….a sognare Su e giu’ dalla Nord” questo era il nostro inno, non lo sarà per la partita del 26 settembre contro la Fiorentina. La Nord non ci sarà con il rischio, al prossimo comportamento discriminatorio, della chiusura dell’intero stadio. Innanzitutto: cos’è San Siro senza la Nord? Rimane il tempio del calcio, la casa di tanti tifosi che con i loro Inter Club, preparano striscioni e cori; rimane però “scoperto” del cuore pulsante del suo tifo, dell’organizzazione maestrale che fa smettere di respirare quasi quanto l’Inter stessa.

Certo però, è li che il giudice sportivo ha ritenuto appartenessero i cori, lo striscione e i laser che sono stati antagonisti di una bella partita. E come quando l’arbitro in campo assegna un rigore inesistente che fa arrabbiare e gridare, ma si deve accettare, anche la Curva nerazzurra dovrà accettare il verdetto. Tutto il settore dovrà accettarlo, anche coloro che non c’entravano nulla e che sognavano solo di vedere la partita con sportività. Come combattiamo il razzismo, non sta certo a me dirlo. Posso invece non capire perché, se certi versi vengono (giustamente o meno) ricondotti al razzismo, c’è chi continua a farli. Forse il fatto di essere penalizzati in massa, toglierà paura della “pena” ai singoli, ma darà modo di responsabilizzare tutti gli altri.

Sta di fatto che di certe altre polemiche si parla un po’ meno e, magari, si potrebbe discutere di più come delle parole di Bonolis (non uno qualsiasi) che vede un chiaro disegno pro Milan…

Stefania Cattaneo