Ranocchia, Vidic e Palacio candidati per la fascia da capitano

Palacio
Rodrigo Palacio

Thohir dovrà essere bravo a comprare gli uomini giusti a Mazzarri, ma il compito più difficile sembra proprio quello di trovare una leadership all’interno dell’Inter.

Il vuoto affettivo è incolmabile, quello tecnico si è attutito con il tempo che passa e che non risparmia nessuno, ma l’addio degli ultimi eroi del Triplete porta con sé un’altra conseguenza, visto che in casa Inter viene a crearsi una voragine alla voce leadership. La colonia argentina, infatti, rappresentava un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio, del quale era una colonna portante.

Zanetti, Cambiasso, Samuel e Milito con i trionfi sul campo si erano conquistati uno spazio fondamentale tra le mura dello spogliatoio, luogo sacro per eccellenza e segreto di ogni successo. L’Inter non ha solo perso il capitano più longevo della sua storia (15 stagioni con la fascia al braccio), ma anche l’incarnazione dell’interismo agli occhi dei tifosi, i fiori all’occhiello della gestione Moratti.

Che fosse giunto il momento di voltare pagina non c’era alcun dubbio, una volta che Moratti ha ceduto la maggioranza era normale lasciarsi alle spalle il passato, mettere su uno scaffale il libro dei ricordi più dolci e ripartire da zero per davvero. Le rivoluzioni, però, non solo non sono mai indolori ma richiedono del tempo, una pazienza che in Italia pochi presidenti hanno.

Thohir dovrà essere bravo a comprare gli uomini giusti a Mazzarri, ma il compito più difficile sembra proprio quello di trovare una leadership all’interno delle mura di Appiano Gentile. Prima Moratti e poi Zanetti non hanno avuto dubbi sul nome di chi dovrà essere il prossimo capitano: Andrea Ranocchia. Bravo ragazzo il centrale interista e sicuramente se il criterio di scelta sarà l’anzianità di servizio, la fascia toccherebbe a lui.

Il suo futuro, però, è ancora un’incognita: il contratto scade nel 2015, tra solo un anno, la volontà di rinnovare (almeno a parole) c’è, ma intanto non è ancora stato messo nero su bianco e il ragazzo è uno dei pochi in rosa che ha un certo mercato e garantirebbe un tesoretto da investire. Senza contare che nella stagione appena passata, il 26enne difensore umbro ha conquistato i galloni da titolare sono nella seconda parte della stagione.

Un secondo criterio di scelta è quello del carisma e in questo caso la rosa si restringerebbe a soli due nomi: Rodrigo Palacio e Nemanja Vidic. L’argentino, che con Zanetti ha in comune il fatto di essere di poche parole, ha già indossato la fascia al Boca Jrs e al Genoa e si è conquistato in campo a suon di goal e ottime prestazioni il rispetto dei compagni.

Il difensore serbo, invece, è di gran lunga l’uomo di maggior esperienza, personalità e qualità caratteriali per ricoprire il ruolo di leader della nuova Inter. Non a caso nelle ultime cinque stagioni è stato il capitano del Manchester United, uno dei club più famosi e blasonati al mondo. Non conosce l’ambiente, è vero, ma (ultimo anno a parte) ha saputo tenere unito uno spogliatoio, quello dei Red Devils, pieno zeppo di campioni e prime donne.

La necessità di trovare un punto di riferimento nel gruppo non è meno importante di azzeccare la campagna acquisti. E’ fondamentale. Due anni fa il Milan si trovò nella medesima situazione, dopo gli addii di tanti senatori (Nesta, Inzaghi, Gattuso e Seedorf),  a cui si aggiunsero le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva. Ma fu soprattutto la rinuncia ai capisaldi del gruppo italiano a causare un inizio di stagione da incubo, con soli 15 punti nelle prime 13 giornate.

Come ammesso da Abbiati in un’intervista dell’epoca fu un vero choc l’addio di tanti campioni in un colpo solo, anche se con il passare delle giornate la squadra si riprese e conquistò un insperato terzo posto. Finisse così anche per la sua Inter, Mazzarri ci metterebbe la firma…

Fonte: goal.com