Ranocchia sbotta!

Ranocchia è probabilmente il calciatore dell’Inter maggiormente colpito dalle critiche dei tifosi nerazzurri e per superarle ha deciso di seguire un mental coach.

Non c’è davvero pace per Andrea Ranocchia, ogni suo minimo errore viene costantemente sottolineato dai fischi dei tifosi dell’Inter, che non lo ritengono affidabile e adeguato per un top club come quello nerazzurro.

Una situazione molto difficile per il giocatore… “Quello che so è che sto lavorando come un cane, al di là degli allenamenti, anche extra calcio – ha spiegato Ranocchia intervistato dal ‘Corriere della Sera’ – Era molto tempo che non ci mettevo così tanto impegno. Arrivi a un punto in cui sopporti tante cose non positive. Se uso questo termine è perché a me è capitato, e ho deciso di abolire la parola ‘negativo’. Al massimo ci sono le cose non positive. E mi sono alzato da solo l’asticella verso cose migliori”.

L’Inter non naviga in buone acque, ma Ranocchia non sente di esserne il responsabile unico, mentre i tifosi lo prendono costantemente di mira… “Sento un pregiudizio su di me – ha proseguito il difensore – Sembra che all’Inter non abbia vinto solo io. Ma il periodo negativo non è stato tutto e solo mio. E’ stato dell’Inter. In sei anni avrò visto passare un centinaio di giocatori. Oltre a tre presidenti e proprietari. Ma tutto questo cambierà”.

Ranocchia spiega poi che si sta affidando anche al supporto di un mental coach, come fatto in passato anche dal difensore della Juventus Bonucci, cui il lavoro ‘mentale’ è servito tanto per raggiungere i suoi attuali livelli di rendimento e consapevolezza delle proprie qualità… “Da tre mesi vado in un centro in cui mi seguono dal punto di vista fisico e psicologico – ha raccontato – E’ lì che tiro di boxe, per esempio. E poi c’è una persona con cui parlo. Non è uno psicologo. E’ laureato in Fisioterapia ma è anche esperto di mental training. Parlare con lui mi è servito a capire che quasi niente nella vita è irrimediabile. E anche quello che lo è non è detto che sia un male. Puoi subire critiche, insulti, denigrazioni. Ma se lavori tantissimo, ti impegni, vesti una maglia che milioni di persone vorrebbero vestire (e sei pagato tanto per farlo), la tua famiglia sta bene: ecco, se hai consapevolezza piena di tutto questo, è meno difficile volgere in positivo le cose che non vanno”.

Anche Montolivo è poco amato dai tifosi del Milan e, sia quando è in campo che sui social network non viene risparmiato, come dopo l’infortunio al ginocchio subito in nazionale, coi messaggi di diversi tifosi che non erano certo l’augurio di pronta guarigione… “Gli ho scritto subito dopo l’infortunio e i messaggi di quelli che gli auguravano il peggio – ha detto Ranocchia – Ha avuto una reazione da uomo. Io ho partecipato a una campagna contro il cyberbullismo, perché penso a tutti i ragazzi che non hanno la forza di reagire. Una soluzione non ce l’ho. Posso solo parlare per me, e dire che sono arrivato al punto che non è più un problema”.

Ranocchia è stato anche capitano dell’Inter, fascia che però gli è stata poi tolta… “Non c’è stato un motivo – ha spiegato – sono tante cose, ma non mi va di dirle adesso. Forse a fine carriera. Colpa di Mancini? No, con lui non ho mai litigato. Con me si è comportato bene, abbiamo sempre parlato molto, mi ha dato il via libera per andare alla Sampdoria quando volevo giocare ma è stato felice che tornassi all’Inter”.

Anche Mancini è però passato e ora sulla panchina nerazzurra siede De Boer… “Lui ha introdotto regole ferree – ha proseguito Ranocchia – Come per esempio pranzare qui, tutti insieme, prima delle partite. O far colazione se c’è l’allenamento al mattino. E poi tornare qui a dormire dopo la partita. Sembrano cose piccole, ma fanno moltissima differenza”.
Ranocchia ha giocato al Bari sia con Conte che con Ventura, i due tecnici si sono avvicendati in nazionale… “Ventura è uno dei miei due padri calcistici insieme a Conte – ha detto Ranocchia – Hanno la stessa idea di calcio e identico modo di preparare le partite. Il calcio di Conte è più meccanico, quello di Ventura più ragionato. E più da ragionare per chi lo gioca. Ma sono facili entrambi”.

Tornare in nazionale è un obiettivo per Ranocchia? “Sì, ma non è un’ossessione. E’ una possibilità – ha spiegato il difensore nerazzurro – L’obiettivo vero è che tante persone mi prendano da esempio. Non solo e non tanto per i successi, i goal, i salvataggi, i tackle. Ma per quello che ho fatto nel calcio dal punto di vista della voglia di reagire, di non farsi abbattere. E vorrei che l’esempio servisse anche a chi fa altri lavori”.

FONTEgoal.com