Ranocchia avvisa Balotelli: ”Non ti farò segnare”

“È un momento determinante e difficile, però possiamo venirne fuori”, ne è sicuro Andrea Ranocchia. Il difensore – a metà strada tra le sfide contro Chievo e il Cluj – prosegue: “Ci stiamo preparando bene e tornare alla vittoria domenica è stato molto importante per dare del morale e per affrontare le prossime partite con il massimo impegno. Al di là del risultato l’importante credo sia stata la reazione della squadra alle tante critiche, è meglio di una vittoria”. Il nerazzurro ai microfoni Sky poi spiega: “Avevamo perso un pochino di brillantezza, però ci siamo messi a posto. Contro il Chievo abbiamo sofferto un po’ sulle palle inattive, ma abbiamo preso molti meno contropiedi, che erano quelle cose che ci tagliavano le gambe”. La vittoria di domenica è ormai alle spalle, oggi si pensa all’Europa League e alla sfida di giovedì contro il Cluj: “È una squadra che è sempre lì nelle coppe europee, quindi è una squadra difficile da affrontare, cercheremo di preparare la gara nel miglior modo possibile. Poi la qualificazione non si può ottenere subito, bisogna tenere alta la guardia in tutte e due le gare e far bene. Finite queste tre sfide penseremo al derby”.

RANOCCHIA COME MILITO, GRAZIE STRAMA – Per Ranocchia tre gol e tre vittorie dell’Inter, un po’ come Diego Milito. “Lui è un po’ meglio”, sorride il difensore. “Io cerco sempre di non far prendere gol alla mia squadra, poi se il gol viene sono contento, però se lo fanno altri va bene uguale”, spiega il nazionale italiano che dall’arrivo di Andrea Stramaccioni ha riacquistato fiducia e la maglia dell’Italia: “Il mister ha avuto ruolo importante, mi ha dato fiducia sin dal ritiro, era quella di cui avevo bisogno l’anno scorso, che mi è un po’ mancata, ma io ho lavorato molto e mi sono fatto trovare pronto”. Preparato e deciso, così Ranocchia ha intenzione di presentarsi al derby. Lui a bloccare Balotelli, amici in nazionale, ma nemici il prossimo 24 febbraio, giorno della stracittadina milanese. In tal senso, la sfida a suon di battute tra Andrea e Mario c’è già stata: “In nazionale lui diceva che segnava e io dicevo che cercavo di non farlo segnare – racconta il nerazzurro -, insomma le solite cose. Giustamente lui è un attaccante e io un difensore, quindi mi auguro che ho ragione io”.

Fonte: La Repubblica