Rafinha ha già stregato l’Inter: ma riscattarlo costerà caro

Uno spezzone brillante contro il Bologna, ma già ottimi segnali erano arrivati nel match col Crotone. Rafinha si sta prendendo, a poco a poco, l’Inter. Scampoli, perché come ha spiegato Spalletti, il brasiliano non ha ancora i 90′ nelle gambe. Questione delicata soprattutto per quanto riguarda il ginocchio operato lo scorso aprile, da non sovraccaricare. I rischi in partita, poi, sono più alti (vedi l’entrataccia di Mbaye). Resta il fatto che il centrocampista arrivato in prestito dal Barcellona ha già convinto tutti.

Normale, in un momento di grigiore totale in casa nerazzurra e in particolare nel picco più basso di redditività dei centrocampisti, con Brozovic solito a corrente alternata, Vecino e Borja anonimi e Gagliardini quasi disperso. Normale anche alla luce delle caratteristiche tecniche di Rafinha: rapido, abile nel tocco, dotato di una tecnica di base elevatissima. Col Crotone aveva trovato un tiro molto insidioso, col Bologna tra un tacco e un dribbling ha illuminato più volte la strada per Karamoh. Visione di gioco e di spazi, quello che serve all’Inter per alimentare un attacco che spesso, senza Icardi, ha stentato.

Le caratteristiche di Rafinha in realtà si conoscevano bene e non sorprendono. È quasi naturale che, con il proseguire del campionato, il brasiliano acquisisca minuti e confidenza con il ritmo gara. In questo discorso tecnico, che ha visto Spalletti alle prese con cambiamenti inusuali alla luce della prima metà del campionato, con un modulo sempre fedele a se stesso (contro il Bologna è passato ad un 4-3-3 con Perisic mezzala sinistra, salvo poi tornare al 4-2-3-1) ecco che il ruolo di Rafinha sembra essere sempre più centrale nel progetto tattico, da qui alla fine della stagione.

Il discorso, ovviamente, andrà ampliato in considerazione del fatto che il futuro di Rafinha è appeso al diritto di riscatto che l’Inter ha nei confronti del giocatore. Le cifre sono note: entro il 30 giugno i nerazzurri devono versare al Barcellona 35 milioni + 3 di bonus per avere il cartellino di Rafinha. Cifra elevata e che cozza col desiderio di ingaggiare definitivamente il brasiliano. Più che altro ci sono tanti fattori, uno su tutti il Fair Play Finanziario, a mettere i bastoni tra le ruote. L’Inter dovrà necessariamente cedere entro il 30 giugno qualche pezzo importante. Sul piatto ci sono le entrate previste: quelle di Joao Mario e Kondogbia, ad esempio, prestati e con cifre di riscatto molto alte. Da riscattare, in effetti, ci sarebbe Cancelo, anche se il terzino ha manifestato in più di un’occasione il desiderio di tornare a Valencia. Tasselli da incastrarsi, ma il desiderio dell’Inter, una volta constatata la piena guarigione di Rafinha, è quella di fare del brasiliano un punto fermo per il futuro. In fondo ha solo 25 anni.