Quisque arbiter fortunate suae

Arbitro è colui che assicura il rispetto delle regole del gioco nell’ambito della gara che è chiamato a dirigere e controllare.

AH AH AH AH AH.

Rido per non piangere; sia chiaro, odio generalizzare, nel calcio come in politica, come nella vita quotidiana. Ma a volte si oltrepassa quel limite che i buon Bonolis definisce “pensar male”… È solo un pensiero da maligni o sarebbe da sciocchi non notare certi scandali di arbitraggio? Riprendendo una bella frase di Paolo nerazzurro “si apre di più il Papà con la Chiesa che la FIFA col calcio”; meno bella, ma altrettanto incisiva l’ira di Cairo “ho rispetto di Conte e della sua squadra e degli arbitri (cioè fanno parte della squadra di Conte?!?), ma sentirsi presi in giro non va bene.

E chi tace? Chi tace acconsente a questo  disastro sportivo.

Rispetto una categoria che dall’origine dei tempi ha avuto a che fare con discriminazioni ed accuse, a volte ingiuste. Non sono tra chi se la prende sempre con chi dirige. Me la prendo con chi fa le regole e chi non accetta di istituire dei mezzi moderni e sicuri di rispettarle. Siamo nel 2013, inevitabilmente contratti, ruoli, istituzioni cambiano e continueranno a modificarsi, perché non mettere al servizio della categoria la moviola? Aiuterebbe sia il buon professionista che si avvallerebbe di strumenti consoni ad agevolare il suo lavoro senza incorrere a critiche gratuite, sia l’ordine degli arbitri che potrebbe “eliminare” il disonesto, sia il calciatore e il mister che devono giocare e infine anche il pubblico che guarda e che molto spesso scommette in maniera legale.

Abbiamo assistito nell’ultima giornata all’ennesimo “Rocchi horror show“, ormai un sequel che si farà in eterno. Per non parlare del pessimo lavoro di Mazzoleni nel derby torinese che condiziona una gara che i tifosi si ricorderanno per un bel po’.

Tra un po’ la classifica senza errori arbitrali sarà un campionato a se,siamo sicuri di volerlo giocare? In change we can believe!

Stefania Cattaneo