Quest’Inter dei record non si ferma più…

C’è poco da ridere. Siamo di fronte ad un’annata da record, con risultati ed eventi che ci ricorderemo per parecchio tempo. Diciamo… non del tutto positivi, sicuramente. Ma pur sempre di record si tratta.

Tanto per cominciare, alzi la mano chi si ricorda di aver mai appreso la notizia del cambio allenatore mentre si trovava sotto l’ombrellone. Mai vi era stato un licenziamento così veloce e nello stesso tempo, lasciatecelo dire, così tardivo.  Se Mancini fosse stato allontanato prima dell’8 Agosto, si sarebbe probabilmente evitata una preparazione tanto inconsistente come quella che è apparsa con evidenza alle prime uscite della squadra. Peccato non avere a disposizione le statistiche sulle amichevoli estive, altrimenti siamo certi che anche il numero di gol estivi subiti sarebbe da registrare come record.

Altre cose straordinarie sono successe con  il malcapitato De Boer, che prima di capire dove si trovava aveva già pronto il biglietto aereo di ritorno per l’Olanda. A fine Ottobre  la panchina interista era già saltata per aria due volte. Eppure, una tifoseria solitamente critica e dura con gli allenatori ha acclamato il tecnico Olandese, nonostante i risultati disastrosi. Anche questo è un record.

Sarà perché il caro Frank aveva l’aria da brava persona, e a noi abituati ai mercenari le brave persone piacciono. Poi in fondo ci ha lasciato almeno la gioia di aver battuto la Juventus a San Siro, che non accadeva dal 2010.

A parte la piccola pausa di Stefano Vecchi 1 , ci sembrava di sognare quando Pioli aveva preso in mano l’Inter con autorità, riassestando la squadra in tempi brevissimi, ed infilando la serie record di 7 vittorie consecutive, 8 con quella in Coppa Italia. Nella storia dei tanti primati della stagione, questo è l’unico veramente positivo, in totale contro tendenza rispetto al resto. Probabilmente un direttore d’orchestra lo definirebbe quasi una nota stonata.

Ne potremmo mettere un’altra, ad essere sinceri. Quella di esser stati capaci di ridicolizzare una squadra come l’Atalanta, che ha vissuto la propria stagione più bella, facendosi rispettare su tutti i campi. Capace di vincere addirittura a Napoli, la squadra bergamasca è stata messa da noi in ginocchio per 7-1. Troppo bello.

Ma se ci eravamo illusi che questi fossero i veri record della stagione in corso ci sbagliavamo.  Poichè da quel momento in poi, i nostri prodi ci hanno regalato qualcosa che davvero ricorderemo per sempre. Da un paio di mesi, ciò che ogni fine settimana definiamo il peggio del peggio viene superato la settimana successiva. Ben 6 sconfitte in 7 partite non le avevamo mai vissute, e siamo fiduciosi che ne vedremo ancora. Pare che la Domenica in Chiesa i tifosi interisti siano facilmente riconoscibili quando recitano “dacci oggi la nostra sconfitta quotidiana”.

Lo Stefano Vecchi 2, inauguranto oggi, è il quinto avvicendamento di panchine della stagione. Un altro record che va a superare quello del 1998/99, con quattro avvicendamenti.

Scusateci, ma in fondo bisogna scherzarci sopra. Però, nello stesso tempo siamo quasi arrivati ad un atteggiamento nei confronti della squadra, che da tifosi interisti non ci conoscevamo: l’indifferenza.

D’altra parte, forse non ci riconosciamo proprio più in nessuno dei nostri giocatori. Che tristezza.

E tuttavia, rimaniamo del parere che i calciatori, oltre che saperli scegliere con criterio e professionalità, bisogna anche e soprattutto saperli gestire. Ricordiamoci di un principio fondamentale, che vale anche nel calcio: “è l’ambiente che fa l’uomo”.  Siamo ultra convinti che almeno 3-4 di questi disgraziati che vediamo trascinarsi svogliati sul campo, gestiti a dovere, in una squadra in cui dirigenti e proprietà sappiano di calcio e di gestione di risorse umane, sarebbero protagonisti a livello internazionale.

Anche oggi, abbiamo sentito Ausilio parlare banalmente di obiettivi di Champions League per il prossimo anno. Bello mio, di questi obiettivi ne riparleremo quando oltre al un tecnico in gamba avremo trovato quei 4-5 giocatori di personalità e valore in grado di far gruppo e se il caso trascinare il resto della squadra al dovere ed alla voglia di raggiungere risultati importanti. Senza questi l’allenatore è solo.

Apprezzabile la proprietà cinese, disponibile a mettere sul tavolo cifre spropositate.  Ma non basta. A parte i soldi, chi ce la mette la competenza ? Probabilmente uno solo lì dentro la possiede, e crediamo proprio si tratti di Zanetti. Lui ne ha vissute tante, e sicuramente sa cosa significa un gruppo. Ai suoi tempi la squadra la guidavano lui, Samuel, Stankovic, Cambiasso. E i nuovi arrivati si mettevano a disposizione, integrandosi in un ambiente positivo. Impensabile prendessero il sopravvento i Balotelli.

Ci chiediamo se il tanto apprezzato Zanetti sia anche in grado di alzare la voce, se abbia la personalità adeguata per farsi ascoltare da proprietà e giocatori. Sino ad ora non lo sentiamo, e ci aspettiamo che sia lui a prendere il sopravvento su improvvisati e mercenari.

Un saluto a tutti gli interisti. Dopo questa annata saremo più forti, la nostra capacità di soffrire è notevolmente cresciuta. Se ci fossero altri record di cui ci siamo dimenticati, accettiamo osservazioni.

 

Economista, una vita in giro per il mondo, senza mai dimenticare la passione per l’Inter. Da sempre sportivo, tuttora tennista
CONDIVIDI