Quando l’abbondanza fa la forza

La rosa di Antonio Conte dimostra di essere competitiva in ogni reparto

Inizialmente c’era qualche perplessità, circa il numero di giocatori presenti nella rosa 2019/20 dell’Inter, ma la sapienza calcistica di Antonio Conte ha saputo ribaltare questa sensazione negativa in una soluzione per la squadra. Uno dei problemi principali dell’Inter di Luciano Spalletti era proprio la carenza di personale in ogni zona del campo, e questo ha condizionato i risultati del tecnico di Certaldo. Marotta, conscio di questo problema, ha voluto mettere a disposizione di Conte una rosa ampia, che gli desse almeno un ricambio per ogni ruolo, ottenendo prestazioni convincenti dai diretti interessati.

Gli uomini cambiano, ma non i successi

Da Romelu Lukaku a Sebastiano Esposito e da Godin a Bastoni il carnet di calciatori è di assoluto spessore. Ciò che colpisce di questa rosa è la predisposizione al lavoro che Antonio chiede e che i ragazzi hanno assolutamente recepito. Gli ultimi esempi, in questo senso, sono proprio Alessandro Bastoni e Alexis Sanchez. Il primo, dopo una stagione positiva a Parma, è stato trattenuto da Conte alla Pinetina e ieri sera è sceso in campo da titolare nella sfida contro la Sampdoria dimostrando personalità e tecnica. Lo stesso Antonio, nel dopo partita ha definito Alessandro il presente e futuro dell’Inter.

La garra di Alexis

Alexis è arrivato da Manchester in condizioni fisiche precarie, ma già dai pochi minuti contro Lazio e Udinese, si è capito che la voglia di rimettersi in gioco c’è eccome. Le due ultime negative stagioni in Inghilterra non hanno compromesso la sua voglia di rendersi utile alla causa nerazzurra. Questo lo sta dimostrando, anche eccessivamente perché il doppio giallo di ieri poteva costare caro, ma la sua caparbietà è comunque da apprezzare, e Conte lo sa, tanto che potrebbe farlo giocare dal primo minuto nella gara del Camp Nou contro la formazione di Valverde.

Adattabilità

Questo discorso lo si può estendere anche ai membri restanti della rosa, come Gagliardini, Vecino, Ranocchia Candreva e Lazaro. In campo giocano undici calciatori, ma il fatto che l’intera rosa sia all’altezza e che ci sia un gruppo unito è un fattore di importanza vitale, visti i problemi cronici che l’Inter ha patito in questi anni a causa delle divisioni interne. Uniti si va avanti, e questo basilare concetto è stato assorbito da tutti i giocatori, titolari e riserve, senza distinzioni. Anche perché tutti sanno che l’opportunità arriverà: da Lukaku a Pirola, Esposito e Agoumè.