Quale Inter con Pirlo? I pro (tanti) e i contro (pochi) del ritorno del regista azzurro

Esperienza, personalità, abitudine alle grandi vittorie, intelligenza tattica nettamente sopra la media e, soprattutto, un profilo che nell’Inter attuale manca e che potrebbe alzare nettamente il livello delle prestazioni della rosa, permettendo allo stesso tempo a Gary Medel di avere meno responsabilità nella costruzione del gioco e di concentrarsi totalmente, o quasi, sulla fase di interdizione. Probabilmente la caratteristica che lo ha reso già oggi come il miglior interprete del ruolo in circolazione, seppur il vero incontrista sta andando via via diminuendo nel calcio attuale.

Fatta questa premessa, i rumors di mercato si stanno sprecando in questo periodo circa un possibile ritorno di Andrea Pirlo all’Inter, club che lo lanciò nel calcio importante nella stagione 1998-1999, salvo poi rinunciarvi nell’estate del 2001 con il giocatore che passò al Milan vincendo tutto e scrivendo la storia della società rossonera. E questo, probabilmente, rappresenta uno dei più grandi rammarichi dell’era Massimo Moratti. Il presente, però, dice altro e ora, qualora queste voci si tramutassero in un discorso concreto, potrebbe chiudersi un cerchio. La domanda ora sorge spontanea: in che modo Roberto Mancini schiererebbe la sua Inter con il regista classe ’79 in campo?

ASSETTO LOGICO – La carriera dice che il centrocampista di Ferlo ha offerto il meglio di sé nella ‘mattonella’ davanti alla difesa, nel ruolo di regista puro con al fianco due profili in grado di coprire e compensare le sue doti atletiche chiaramente inferiori rispetto a quelle di palleggio (vedi Gennaro Gattuso a Milano, Claudio Marchisio e Arturo Vidal nel 3-5-2 juventino di Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri poi), quindi la soluzione più logica e che darebbe maggiori garanzie porterebbe a schierare un centrocampo ‘a tre’ in caso di difesa ‘a quattro’, o in alternativa un 3-5-2 come visto a Torino nella vittoria contro gli uomini di Giampiero Ventura. In questo caso Gary Medel, Felipe Melo e Geoffrey Kondogbia offrirebbero la copertura necessaria, ma in ogni caso poco cambierebbe per il 21, dato che il suo status lo ha portato nel tempo a far sì che i propri compagni si adattassero alle sue caratteristiche (uniche).

GARY MEDEL E FELIPE MELO – Giocoforza, i giocatori chiamati ad adattarsi sarebbero il Pitbull e il mediano brasiliano, che potrebbero agire certamente al fianco dell’azzurro, ma in una mediana ‘a due’ sarebbero messi nelle condizioni di far meglio. Soprattutto l’ex Galatasaray, più adatto come centrale rispetto al ruolo di mezzala. Ecco, quindi, che il 4-2-3-1 (quello che il Mancio ha in testa da tempo) potrebbe rivelarsi come la soluzione migliore per tutti e tre i giocatori.

PRO E CONTRO – In tanti avanzano dubbi circa l’età del giocatore, che lo scorso 19 maggio ha spento la 36esima ‘candelina’. Un dubbio legittimo, ma che in questo caso cadrebbe per vari motivi. Vero, il campione che ha scritto la storia del calcio italiano degli ultimi anni non è più lo stesso di qualche stagione fa, ma le sua qualità e il suo livello sono ancora tali da far la differenza nel campionato italiano. A maggior ragione in una squadra come l’Inter in cui un profilo del genere manca, con tanti interpreti che potrebbero correre per lui. L’unico dubbio riguarda la volontà del New York City, considerando che la Major League Soccer sarà ferma fino al prossimo marzo. Una scadenza che, evidentemente, non troverebbe il benestare dell’Inter che vorrebbe trattenerlo fino a giugno, e non solo per due mesi o poco più. Detto questo, a livello tecnico-tattico l’eventuale ritorno non può che rappresentare un grande messaggio dell’Inter nei confronti della concorrenza in Serie A, che con un Pirlo avversario si troverebbe a fare i conti con una squadra realmente completa e in grado, chissà, di puntare con decisione allo Scudetto.