Il punto – gara simbolo della stagione, mix di sfortuna e mediocrità

MazzarriL’Atalanta rappresentava per questa Inter in salute la classica prova del nove. In serie positiva da 6 gare, Cambiasso e compagni avevano la possibilità di fare quel tanto agognato salto di qualità contro una squadra, quella bergamasca, battuta l’ultima volta 4 anni fa, nell’anno del Triplete quando in panchina c’era Mourinho.

Un’era calcistica fa, insomma. Lo stesso Mazzarri aveva un ruolino tutt’altro che esaltante contro gli orobici (sei vittorie e altrettante sconfitte) e si aspettava dai suoi la terza vittoria di fila dopo Torino e Verona, filotto mai messo insieme in questo campionato.

Ancora una volta, l’ennesima in questa stagione, i nerazzurri devono fare i conti con limiti che sembrano ormai cronici e ieri a San Siro alla delusione e l’amarezza per una sconfitta arrivata nel finale si sono aggiunti tre ore e mezza dopo, al fischio finale di Napoli-Fiorentina, il rammarico per un terzo posto che poteva essere messo nel mirino e la consapevolezza che centrare il quarto, obiettivo dichiarato da Thohir, sarà abbastanza complicato, perché i punti gettati al vento in casa contro le ‘piccole’ stanno diventando davvero troppi.

Rispetto ad altre prove (Cagliari, Catania e Chievo tanto per citare solo le ultime), l’Inter ha fatto un passo avanti nel gioco, paradossalmente raccogliendo meno di quanto conquistato in passato.

Sia chiaro che l’Atalanta non ha rubato nulla e per quanto fatto vedere nei primi 35′ ha meritato di portare a casa i tre punti, ma non c’è dubbio che la gara di ieri abbia rappresentato un po’ l’emblema della stagione nerazzurra, sintetizzabile come un mix di sfortuna (i quattro pali/traverse) e mediocrità (troppi goal sbagliati ed errori in difesa).

Con la mente sgombra per la salvezza praticamente in tasca, i ragazzi di Colantuono hanno giocato molto meglio nel primo tempo, trovando il goal solo dopo un paio di miracoli di Handanovic e una traversa di Denis. La rete del pareggio di Icardi con dedica alla sua Wanda dopo solo un minuto sembrava un buon segno per i padroni di casa, rientrati in partita in modo improvviso e non meritato.

Invece la fortuna si è esaurita proprio sul goal di Maurito, lasciando campo al rovescio della medaglia, alla cosiddetta sfiga. Tra traverse (Guarin e Jonathan), pali (Palacio e Icardi) e parate di Consigli, la porta atalantina si è fatta stregata e gli ospiti hanno ritrovato quel coraggio perso per lunghi tratti nella ripresa. Così, dopo il salvataggio di Jonathan sulla linea, è arrivata la doccia gelata di Bonaventura a rendere ancora più freddo il pomeriggio milanese.

Mazzarri se l’è presa con i suoi, più per i goal sbagliati che per l’assenza ingiustificata nella marcatura del fantasista orobico, ma anche lui ha le sue belle colpe, visto che i cambi effettuati hanno fatto più danni che benefici. L’ingresso di Alvarez ha prodotto solo confusione e mugugni sugli spalti per un paio di cross non degni di un giocatore di Serie A. Nagatomo, invece, ha la colpa di aver procurato il fallo da cui è nato il secondo goal di Bonaventura. A 10 minuti dalla fine l’ultima carta che si è giocato il tecnico di San Vincenzo è stato Kovacic, uno che non tira mai e se lo fa ricorda il Coutinho dei tempi interisti, invece che gettare nella mischia una punta, uno tra Botta e Milito.

Risultato a parte, in casa Inter devono preoccuparsi perché la ritrovata solidità difensiva è andata a farsi benedire. Handanovic, parziale colpevole sul secondo goal, ha perso l’imbattibilità dopo 355 minuti, ma è tutto il pacchetto arretrato che nel primo tempo ha visto le streghe. Disastroso Campagnaro, che ha dato il la al micidiale contropiede da cui è scaturito lo 0-1 e ha sbagliato parecchi appoggi, tanto da far rimpiangere lo squalificato Juan Jesus.

Giovedì arriva l’Udinese, un’altra che l’anno scorso qua a San Siro è tornata a casa con l’intera posta, rifilando ai nerazzurri cinque sonori schiaffi. Era l’ultima di campionato, l’ultima di Stramaccioni. Mazzarri (e chi gli vuole bene) può toccarsi là dove non batte il sole…

Fonte: goal.com