Il progetto Thohir è fallito, non quello di De Boer. Nasca l’Inter di Suning: basta compromessi

Un progetto è fallito ma non è quello di Frank De Boer. Il tecnico olandese è stato catapultato in una realtà schizofrenica, che ha bruciato giocatori e allenatori come caramelle. “De Boer è una scelta particolare e come tale va sostenuta con forza”, aveva sentenziato Piero Ausilio qualche settimana fa. Giustissimo. Peccato che ancora una volta, all’Inter, la pratica stia per smentire la teoria. Ingaggiare De Boer a metà agosto per esonerarlo a fine ottobre è, sarà, sarebbe una follia. De Boer ha concetti di calcio che necessitano di tempo, era una cosa risaputa, che potevano e dovevano sapere anche ai piani alti della società. A partire da Erick Thohir, il grande sponsor di De Boer. L’ha sognato, l’ha inseguito, ha portato allo sfinimento il rapporto con Roberto Mancini (che sia chiaro c’ha messo del suo con un atteggiamento parecchio rivedibile per tutta l’estate) per averlo e infine l’ha ottenuto.

E ora? Scelta sconfessata dopo neanche tre mesi. Se venisse il famoso extraterrestre, quello vero non De Boer, non ci crederebbe. E’ il progetto tecnico e calcistico di Thohir ad essere fallito. Il tycoon indonesiano ha un grosso merito, da condividere con Goldman Sachs: aver trovato Suning. O meglio: aver messo l’Inter nelle condizioni di essere appetibile per Suning. Un merito importante. Ma che non basta ad assolverlo. Il progetto calcistico di Thohir è stato ondivago, sempre traballante per tutta la sua presidenza: il rinnovo di Mazzarri spinto da Fassone, l’ingaggio di Mancini caldeggiato da Moratti, la conferma di Mancini a rapporto già compromesso, poi la ‘guerra’ col tecnico di Jesi a flirt già iniziato con De Boer e quindi l’arrivo dell’olandese ad allarme già scattato e ora la frettolosa ritirata. Un disastro in ogni scelta.

FONTEfcinter1908.it