Inter: progetto fallito, idee in cassa integrazione

Con il termine progetto, si identifica il complesso di attività correlate tra loro, sotto il nome di progettazione e per mano di un progettista, finalizzate a creare percorsi.

Questa la definizione che wikipedia dona al termine “progetto.” Parola ridondante, significativa, promettente e perchè no, beffarda. Usata troppo e troppo male dal 2010 ad oggi, da quando il team campione di tutto è stato prima riconfermato e poi sbadatamente distrutto, pezzo dopo pezzo, lentamente e con fare abbastanza approssimativo, ma mentre tutto ciò prendeva forma sotto gli occhi dei tifosi, una parola tuonava forte nell’ambiente nerazzurro, fragorosa, assordante, perchè nulla fa più rumore di una promessa che giunge all’orecchio di uno speranzoso. Progetto.

Facciamo un balzo lungo tre anni,  senza approfondire alcune discutibili ed  arcane scelte che sono sfociate nei nomi che tutti conosciamo: Jonathan, Silvestre, Alvarez, Schelotto, Rocchi, Castaignos, Kuzmanovic, Pereira, Mudingay, Forlan, Zarate evvia dicendo. Non ci soffermiamo sul perche’ e sul per come siano giunti a noi, ci limitiamo a citarli, sicuri che i soli nomi suonino già come indiscutibili sentenze, soprattutto se associati a quelli di : Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri ed arrivando ai giorni nostri, Stramaccioni.

Eh si, ci sbilanciamo ed usiamo proprio questo termine: “sentenza,” perchè noi non siamo e non ci sentiamo come tante testate giornalistiche che a prescindere, un po per faziosità un po per mantenere saldi i rapporti non criticano le scelte e le decisioni prese dalla società, tacciando chi lo fa, come “non tifoso” o “tifoso occasionale”.
Noi ci sentiamo tifosi, ne più ne meno degli altri tanti milioni di interisti e forse proprio per questo, non possiamo fare a meno di evidenziare alcuni dati di fatto inoppugnabili.

C’e’ stato un declino troppo rapido per essere assorbito, si è passati immediatamente dall’avere la squadra più forte del mondo ad una neanche in grado di qualificarsi in champions, un repentino regresso che ha colto di sorpresa anche il più pessimista dei tifosi.
C’e’ qualcuno che gioca a mischiare le carte, a nascondersi,  proprio dietro quella parolina:”progetto” che tanto riempie la bocca di chi la pronuncia e le orecchie di chi la ode, ma nessuno spiega ai tifosi cosa sia accaduto nel corso di questi tre anni, nessuna traccia di un volenteroso paladino che voglia metterci la faccia motivando le scelte “errate” che in questi anni hanno fatto si che l’Inter dopo aver scalato il monte, precipitasse senza parapendio.

4-2-3-1 3-5-24-3-3: Non sono numeri da giocare al lotto ma solo alcuni dei moduli tattici che dall’inizio dell’anno Stramaccioni ha provato a far calzare all’Inter. Innumerevoli cambiamenti (spesso a partita in corso) che non possono fare a meno di denotare oltre ad una coperta corta, confusione mentale, indecisione e mancanza di idee. Tutte cose che non vanno a braccetto con la parola progetto. Basti notare come nessuna delle squadre che ci precedano in classifica abbiano cambiato cosi’ tante volte il loro credo tattico.

Troppi acquisti casuali, citiamo come esempio quello di Schelotto, comprato per essere schierato in un 3-5-2, salvo poi decidere (la settimana successiva al suo acquisto) di passare al 4-3-3, ruolo che non prevede in nessun caso l’utilizzo dell’esterno italo argentino. Peccato ci sia costato Livaja e che al momento l‘Inter abbia problemi proprio li davanti, dove in tempi non sospetti, qualcuno particolarmente illuminato, è andato a comprare niente popò di meno che: Tommaso Rocchi.

C’e’ altro, ci sono altri luoghi comuni da sdoganare. Quante volte abbiamo sentito dire:” Moratti è stanco di spendere?Niente di più falso. Basti calcolare che dal 2010 ad oggi, Massimo Moratti  ha speso in calciatori una somma di circa 150 milioni di euro. Si fa fatica a credere che con una tale cifra messa a disposizione, la squadra zoppichi in campionato affannandosi a rincorrere un posto per l’Europa che conta.

La sensazione è sempre la stessa, sembra che il settore dell’area tecnica nerazzurra abbia qualche crepa, evidenziata in rosso da alcune scelte discutibili dell’allenatore.
Insomma, qualche colpevole pare esserci, a scapito di chi vuole farci credere che sia un covo di innocenti.