Prima vendere, poi comprare: spot Inter ingannevole, quanti ‘invendibili’ sul groppone per Moratti

“Si pensa al miglioramento della squadra. Anche se il nostro obiettivo principale da un paio di stagioni è sempre lo stesso, ridurre il monte ingaggi e gettare le basi per una squadra competitiva. Per questo motivo prima di poter prendere impegni economici dobbiamo capire su che basi possiamo contare. Bisogna creare i presupposti per vendere. Al momento sappiamo che solo poche squadre “fanno” vero mercato in entrata. Incedibili? Nel mercato attuale potenzialmente tutti sono trattabili. Poi in base alle opportunità ci saranno delle valutazioni dell’allenatore e della società”. Le dichiarazioni di Branca fanno quasi sempre discutere ma questa casca a pennello per parlare un po’ delle strategie in casa nerazzurra e fa il paio con quelle del Presidente Moratti: “Vedremo cosa ci sarà in uscita e in entrata per soddisfare il modulo di Mazzarri e quello che può essere il patrimonio di una società”. Con la solita sintesi giornalistica, i media l’hanno ribattezza una “Grande Inter ma low cost”. Praticamente un ossimoro.

Non sfugge che entrambi, comunque, abbiano fissato una cronologia ben precisa: prima vendere e poi comprare. Il che ha anche una logica in questo difficile periodo, ma va anche applicata al caso specifico. Immaginiamo una tavola rotonda nerazzurra, Moratti, Mazzarri, Branca e Ausilio, il top management del club, che si confrontano su chi piazzare nella colonna cedibili: a Stankovic che sta già salutando la compagnia (rescissione per lui, era uno dei contratti più pesanti, gli altri restano quelli di Cambiasso, Zanetti, Cassano e Milito) possiamo aggiungere Alvarez, Mudingayi, Kuzmanovic, Alvaro Pereira, Nagatomo, Schelotto e Silvestre.

Bene, immaginiamo che le offerte per accaparrarseli pioveranno a dirotto. Se ti vuoi disfare di Cassano, dopo l’ultima cassanata e col contratto che si ritrova, lo devi praticamente regalare. Per Milito e Cambiasso, visti gli infortuni, lo stato di forma e gli ingaggi faraonici – e ammesso che se ne vogliano disfare – vale la stessa cosa. Dunque, considerato il rinnovo del Capitano, restano Guarin, Handanovic, Kovacic, Juan, Palacio e Ranocchia che – per inteso – chi più chi meno, sono gli unici ad essersi salvati dall’ultima disastrosa stagione.

Insomma, vendere per comprare potrebbe rivelarsi uno spot intrigante, ma a rischio di trasformarsi in pubblicità ingannevole. L’Inter ha una pletora di giocatori di cui si liberebbe volentieri, ma per i quali difficilmente arriveranno proposte allettanti, e pochi sui quali, invece, farebbe bene a puntare per ripartire. Per usare una metafora tanto cara a Mister Conte, cedere i pilastri che han tenuto su la baracca, non solo non consentirebbe alla casa di venir su, ma rischierebbe addirittura di farla crollare, soprattutto se i soldi ricavati verranno reinvestiti come è stato fatto nelle ultime campagne “rafforzamento”.

Fonte: goal.com