Preview Inter-Verona: Mazzarri col dubbio Nagatomo e Osvaldo. E Dodò sarà ancora determinante

Dodò
Dodò

Match delicato stasera per l’Inter, che ospita l’Hellas Verona. Due squadre in debito di punti e con un’infermeria affollata (almeno fino a ieri per gli scaligeri). Pareggiare, per i nerazzurri, servirebbe davvero a poco e il concetto è stato esplicitato anche dallo stesso Thohir. Prima della sosta, servono tre punti. Poi si penserà al recupero degli infortunati e al tour-de-force tra derby, Dnipro e Roma.

LA TATTICA – Mazzarri resta fedele al 3-5-2, nonostante i tanti forfait. Anche stasera mancheranno in cinque: out Jonathan, Campagnaro, D’Ambrosio, Guarin e M’Vila. Hernanes è recuperato, ma difficilmente sarà rischiato. Diverso il discorso per Nagatomo: se la febbre non avrà avuto un peso eccessivo, potrebbe essere il titolare della corsia di destra. Confermato Kuzmanovic, torna Ranocchia rispetto a Saint-Etienne. In attacco, si va verso la conferma del tandem Palacio-Icardi, ma occhio alla sorpresa Osvaldo.

GLI AVVERSARI – L’Hellas arriva all’appuntamento dopo due punti nelle ultime quattro partite. Sconfitte con Milan e Napoli, pareggi con Lazio e Cesena. Insomma, non il miglior momento da quando Mandorlini siede sulla panchina scaligera. Rispetto alle recenti uscite, però, il tecnico recupera Martic, Marques e Jankovic, ma solo il primo dovrebbe scendere in campo dal 1′. Solito 4-3-3, con Obbadi in luogo dello squalificato Tachtsidis.

I PERICOLI – Luca Toni torna titolare al centro dell’attacco dopo che a Cesena Mandorlini gli aveva preferito Nenè. Ai suoi fianchi favoriti Juanito Gomez e Christodoulopoulos su Nico Lopez e Jankovic. Il Verona attacca bene sia palla a terra che appoggiandosi sul campione del mondo 2006. L’attenzione dovrà essere alta, perché la fase offensiva dei gialloblu è spesso brillante e con un ampio ventaglio di soluzioni.

DOVE COLPIRE – Al contrario, il pacchetto arretrato non è sempre perfetto e denota più di una crepa. Le pessime prestazioni con Milan e Napoli ne sono l’esempio più esplicativo: gol presi tanto in ripartenza quanto a difesa schierata. Palacio, Icardi ed, eventualmente, Osvaldo dovranno essere bravi e intelligenti nei movimenti alle spalle dei difensori, quelli che danno sempre fastidio alle difese di un 4-3-3. Tra le linee, poi, il compito di Kovacic e Kuzmanovic dovrà essere anche quello di trovare le zolle giuste per ottenere un campo visivo ampio che consenta di lanciare le punte in verticale.

OCCHI PUNTATI SU… – Dodò. Il brasiliano in terra francese non era partito bene, ma poi il gol l’ha come sbloccato. Viste le difficoltà riscontrate sull’altro versante, specialmente a causa degli infortuni, il gioco nerazzurri si svolge spesso sulla sua corsia di competenza. Il 4-3-3 avversario potrebbe agevolarne il compito: sarà lì che l’ex romanista dovrà aumentare i giri e creare la superiorità numerica.