Prestazione audace, vittoria meritata: quarto posto nel mirino

Forse aveva davvero ragione Walter Mazzarri quando diceva che l’Inter aveva bisogno di una vittoria per sbloccarsi mentalmente. Il successo con il Sassuolo ha dato nuova linfa ai nerazzurri, che una settimana dopo affondano la Fiorentina (e forse i suoi sogni Champions) e allo stesso tempo mettono la parola fine a una sequenza di cinque sconfitte di fila lontano da San Siro tra campionato e Coppa Italia.

Con un Hernanes in più nel motore, il pieno recupero di Samuel in difesa e il ritorno al goal di Icardi, Mazzarri ha ritrovato la quadratura del cerchio improvvisamente smarrita dopo la vittoria nel derby, una squadra che ha messo in campo il carattere che altre volte era mancato. Certo, davanti c’era una Fiorentina stanca di testa e di fisico per la qualificazione alla finale della coppa nazionale, ma i nerazzurri hanno giocato al Franchi una delle migliori gare della stagione, sicuramente la più bella di questo 2014 (beh, non ci voleva molto). Ora il quarto posto, obiettivo dichiarato da Thohir, è lì a portata di mano e dista soli 5 punti. Il tycoon indonesiano, che in settimana aveva invocato Icardi, si sarà divertito davanti alla tv nella sua Giacarta.

“Squadre che vince non si cambia” recita un vecchio adagio e Mazzarri dà fiducia agli 11 che hanno battuto il Sassuolo. Nel primo tempo il tecnico di San Vincenzo vince nettamente la sfida a scacchi con il collega Montella e per larghi tratti c’è in campo una sola squadra. Hernanes e Guarin sono micidiali, Palacio è in palla, un po’ meno Milito che spreca un paio di occasioni. El Trenza torna al goal che mancava dal derby , ben imbeccato dal colombiano, mentre il brasiliano si prende sulle spalle la squadra e non sembra proprio uno arrivato da solo un paio di settimane. Nel primo tempo la superiorità dei nerazzurri è quasi schiacciante e Handanovic fa una sola parata allo scadere del tempo su Vargas.

In totale controllo della gara, però, Nagatomo e compagni rischiano di rovinare tutto con la solita distrazione. Questa volta tocca ad Handanovic addormentarsi su un tiro dal limite quasi innocuo di Cuadrado. La palla è leggermente deviata da Juan, ma la frittata è tutta del portiere sloveno, il cui rendimento è decisamente peggiorato rispetto alla scorsa stagione. L’altra nota negativa della serata è Milito, ancora lontano da una condizione accettabile: in altri tempi le due palle avute le avrebbe buttate alle spalle di Neto senza troppi problemi. Mazzarri pesca il jolly dalla panchina inserendo Icardi, che finalmente si ritaglia un posto sulle prime pagine dei giornali per un goal e non per le prestazioni sotto le lenzuola con la sua Wanda. Anche la sua condizione è deficitaria, ma almeno quando tocca palla fa quasi sempre goal. La posizione di fuorigioco sul cross di Nagatomo appare piuttosto netta, ma dopo tanti torti subiti finalmente arriva una parziale ricompensa.

“Siamo vicini al calcio che piace a me, ma dobbiamo ancora migliorare” ha commentato WM a fine gara. Soddisfatto sì, ma non troppo perché qualcosa che non va c’è stato anche nella splendida serata del Franchi. L’Inter ha sprecato troppe occasioni, soprattutto sul 2-1 sono stati falliti alcuni contropiedi che meritavano migliore sorte. Negli ultimi 15′ è venuto un po’ fuori quello che i tennisti chiamano “il braccino”, la paura di vincere e non sono mancate le ingenuità, come un contropiede subito 3 contro 2 da un calcio di punizione a favore. E se Ilicic e Matri nel recupero avessero avuto una mira migliore, ora staremmo qui a spiegare l’ennesima occasione gettata al vento.

La Dea Bendata questa volta non ha voltato le spalle a un’Inter audace, che ha conquistato con pieno merito la posta in palio. Domenica arriva il Cagliari a San Siro, nella classica prova del nove. Una vittoria è fondamentale per blindare il quarto posto e trovare quella continuità tanto invocata da Mazzarri. Perché è solo con le vittorie che questa squadra può continuare a crescere e lasciarsi alle spalle tutte le paure di un 2014 iniziato davvero male, ma che c’è tutto il tempo per raddrizzare.

Fonte: goal.com