Preso Vidic… E il progetto giovani?

Nei giorni scorsi il presidente Erick Thohir ha fatto una previsione secondo la quale Nemanja Vidic, difensore in scadenza di contratto con il Manchester United, al 90%, la prossima stagione, vestirà la casacca nerazzurra. Il colosso serbo quindi, salvo clamorosi imprevisti, andrà a puntellare una difesa che sta cominciando a ritrovare gli automatismi perduti solo ora, con il ritorno di Walter Samuel. I vantaggi di quest’operazione sono essenzialmente due: innanzitutto l’Inter non dovrà versare nessuna cifra nelle casse dello United perché il giocatore arriverà a parametro zero, e soprattutto andrebbe a dare stabilità ad un reparto che negli ultimi anni è stato più volte sotto accusa in termini di rendimento.

Tuttavia, non è un affare del tutto in linea con i piani che la società ha più volte annunciato di voler mettere in atto. Infatti, il difensore compirà 33 anni durante la prossima stagione calcistica, e il suo apporto non potrà, teoricamente, essere duraturo nel tempo. E la società, ha dichiarato più volte di voler puntare sui giovani. Ma questo è un discorso che vale fino a un certo punto perché comunque, più volte negli anni, non solo da parte dell’Inter, è stato dichiarato di puntare sui talenti dei vivai. E la cosa è puntualmente finita nel dimenticatoio, perché il campionato italiano, pur avendo delle giovanili promettenti e ben gestite, fatica a inserire i primavera nel calcio che conta.

Se prendiamo come esempio l’Inter, dobbiamo tornare indietro addirittura di più di trent’anni, dato che gli ultimi giovani lanciati dalla primavera, e che hanno poi fatto la storia del Club, sono stati nell’ordine, Beppe Bergomi (nel 1979), Riccardo Ferri (nel 1981) e Walter Zenga (1982). Ora, non si pretende che saltino fuori i loro eredi, dato che il periodo è quello che è,  ma certo, un po’ di fiducia in più nei giovani non guasterebbe.