Podolski, nota stonata di un’Inter in ripresa: accoglienza da top, rendimento flop

Il sorriso ancora non lo ha perso, come hanno testimoniato le telecamere a pochi secondi dall’inizio del secondo tempo con il Cagliari, quando Lukas Podolski è stato immortalato mentre se la rideva con Vidic. Nonostante i tre goal divorati nel primo tempo e l’ennesima prestazione deludente, anche sui social la sua attività non si ferma ed è instancabile. E’ un momento no per l’attaccante tedesco, sbarcato a Milano carico di buoni propositi che per ora sono rimasti in valigia.

In un’Inter che ora sta finalmente girando, la nota stonata è rappresentata proprio dall’ex Arsenal, finora impalpabile e lontano parente di quello che, numeri alla mano, rimane pur sempre il terzo miglior marcatore della storia della nazionale tedesca con 48 goal. Era solo il 2 gennaio quando al suo arrivo a Linate venne accolto come un re da un centinaio di tifosi nerazzurri che avevano visto nell’attaccante di origine polacca il giocatore in grado di risolvere tutti i problemi della squadra. “Segna a Torino, Podolski segna a Torino” il coro di benvenuto a lui riservato.

Allo Juventus Stadium, a dire la verità, Poldi non ha segnato, ma ha fatto la sua onesta figura e se la banda Mancini ha messo alle corde i campioni d’Italia il merito è anche suo. Una buona prova bissata cinque giorni dopo contro il Genoa ma, quando l’effetto debutto e l’adrenalina che si porta dietro sono svaniti, sono venuti a galla i problemi di condizione.

Nei primi sei mesi in maglia Arsenal, Podolski ha giocato con il contagocce, mettendo insieme solo 13 presenze stagionali la maggior parte partendo dalla panchina. Una ruggine figlia di una forma fisica imbarazzante che ne ha condizionato le gare seguenti. Match di Coppa Italia con la Sampdoria a parte, dove ha servito l’assist per il goal di Shaqiri, il tedesco ha messo insieme prove da brividi una dopo l’altra.

FONTEgoal.com